Lookman flop, Alvarez isolato dai tifosi, Simeone tra due fuochi, l’Atletico Madrid una polveriera
- Postato il 24 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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I fischi furiosi dello stadio al 90′, l’uscita surreale dal campo a testa bassa, da solo, senza salutare il pubblico, e una maglia lanciata da un tifoso e completamente ignorata. Un 2-2 che sa di occasione persa per l’Atletico Madrid ed un pomeriggio più che complicato per Julián Álvarez che sembrava completamente assente e smarrito. Al Metropolitano, la squadra di Simeone si fa rimontare dal Villarreal in una partita folle, tra quattro gol, due rigori e un’espulsione prima assegnata e poi cancellata dal VAR. Oltre alla delusione Lookman, schierato centravanti ma in serata no, a prendersi la scena, ancora una volta, è il rapporto sempre più tormentato tra l’attaccante argentino e la tifoseria colchonera. Ma cosa è successo a Julian Alvarez?
- Julian Alvarez, cosa è successo
- Una partita pazza, il Villarreal non molla
- Rigori, VAR e sorpasso mancato
- Simeone: "Julián lontano dai tifosi"
- Oblak prova a spegnere l'incendio
Julian Alvarez, cosa è successo
Julian Alvarez è stato accolto da fischi assordanti e cori contro quando è stato annunciato dagli altoparlanti dello stadio. Lo stesso copione si è ripetuto durante il riscaldamento e al momento del suo ingresso in campo, al 67′, dopo il pareggio di Gerard Moreno. Simeone lo ha mandato dentro per provare a cambiare la partita, ma l’argentino non è riuscito a incidere come avrebbe voluto.
Al triplice fischio, Julián Álvarez ha scelto di non unirsi ai compagni nel saluto alla tifoseria. Ha lasciato il terreno di gioco da solo, a testa bassa e visibilmente contrariato, mentre il resto della squadra ringraziava gli spalti per il sostegno. Il club ha deciso di evitare che l’argentino si avvicinasse nuovamente alle tribune, probabilmente per impedirgli di finire al centro di un’altra contestazione. Una scelta confermata dallo stesso Simeone: “Julián Alvarez se n’è andato da solo, tra i fischi ma è stata una scelta della società.”
Una partita pazza, il Villarreal non molla
Il Villarreal ha approcciato la sfida con un 4-4-2 ordinato, costruendo dal basso e cercando di sfruttare gli spazi concessi dall’Atlético. Oblak ha risposto presente sulle conclusioni di Mikautadze e Ayoze, mentre in mezzo Koke e Hjulmand hanno dato equilibrio alla squadra.
I padroni di casa hanno però faticato a trovare continuità negli ultimi metri. Grimaldo ha alternato buone giocate a qualche difficoltà difensiva, mentre l’assenza di un riferimento offensivo continuo ha finito per pesare. Simeone ha lasciato inizialmente Barrios in panchina, salvo poi affidarsi anche a lui nella ripresa per provare a cambiare l’inerzia del match.
Poi è successo di tutto. Pubill ha sbloccato la partita con un gran sinistro a giro, ma il Villarreal ha immediatamente reagito. Il primo rigore del pomeriggio, concesso per un fallo di Hjulmand su Buchanan, ha permesso agli ospiti di ristabilire l’equilibrio.
Rigori, VAR e sorpasso mancato
Il finale è diventato una vera battaglia. Un contatto tra Mikautadze e Le Normand, inizialmente ignorato dall’arbitro, è stato trasformato in un episodio decisivo dopo l’intervento del VAR: rigore per il Villarreal e rosso per il difensore dell’Atlético. Anche questa decisione, però, è stata successivamente ribaltata.
Il Villarreal ha continuato a spingere e ha trovato il modo di portarsi nuovamente avanti. L’Atlético, rimasto in inferiorità numerica, ha reagito con orgoglio e ha trovato il 2-2 con Giuliano Simeone, bravo a sfruttare l’assist di Baena.
Nove minuti di recupero non sono bastati per cambiare ancora il risultato. Buchanan ha avuto la possibilità di regalare la vittoria al Villarreal, ma Oblak ha risposto con una parata decisiva. Dall’altra parte, l’Atlético non è riuscito a costruire l’assalto finale che avrebbe trasformato il pareggio in una rimonta memorabile.
Simeone: “Julián lontano dai tifosi”
Al termine della gara, l’allenatore argentino ha spiegato in sala stampa la scelta adottata dalla società al termine della partita: “Alcune persone del club mi hanno detto che la società ha deciso che non dovesse stare vicino alle tribune e ai tifosi. La decisione è stata presa dal club per tenerlo lontano e separarlo dal resto della squadra, in modo che si recasse negli spogliatoi.”
Simeone ha poi difeso il lavoro della squadra e ribadito la necessità di rimanere uniti dopo un esordio che lascia più interrogativi che certezze: “Mi piace la squadra che abbiamo; dobbiamo restare uniti e, se lo faremo, con l’aiuto di Dio, vinceremo dei titoli”.
Il tecnico ha anche parlato della necessità di avere più soluzioni in attacco, spiegando le difficoltà di Lookman e il momento di Álvarez: “Chiedo scusa a Lookman, so che non era compito suo. Doveva aiutarci perché Sorloth è infortunato e Julián sta tornando in forma. È un bravo ragazzo e si sta impegnando al massimo, ma gli manca ciò che gli piace di più: dribblare, segnare gol, trovarsi in situazioni uno contro uno. Glielo restituiremo quando avremo di nuovo a disposizione gli attaccanti.”
Oblak prova a spegnere l’incendio
A proteggere pubblicamente Julián ci ha pensato anche Jan Oblak. Il portiere sloveno ha invitato l’ambiente a restare compatto e a sostenere l’attaccante argentino, consapevole del peso che può avere la pressione del Metropolitano.
“Penso che dobbiamo restare uniti. Julián è con noi in squadra e finché sarà qui, lo sosterremo. Vogliamo il meglio per lui perché sappiamo cosa può dare. È una situazione difficile per tutti, ma speriamo che si risolva e che alla fine della stagione saremo tutti contenti”.