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Lo strano caso con maxi multa di Luisina Giovannini agli US Open e il rischio bancarotta per il tennis femminile, allarme WTA

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Lo strano caso con maxi multa di Luisina Giovannini agli US Open e il rischio bancarotta per il tennis femminile, allarme WTA

Prima il caso con relativa multa da primato di Luisina Giovannini, che ha coinvolto di riflesso la nostra Lucia Bronzetti, poi l’allarme sul circuito WTA e una deadline che espone alla pubblica riflessione il sistema. E’ il mondo della racchetta, lo osserviamo come tale ma gli episodi in sé costituiscono il primo punto di analisi, e di cambiamento, per comprendere quali passaggi intraprendere per rendere il circuito sostenibile. Nelle ore precedenti, la notizia sulla decisione presa in merito a Luisina Giovannini, tennista pro argentina uscita dagli US Open al primo turno, è diventata oggetto di opinioni e commenti per via della multa infitta. Poi la denuncia sullo stato delle cose che riguarda l’intera macchina.

Il ritiro lampo di Giovannini e i sospetti

Il ritiro lampo di Giovannini aveva destato una certa sorpresa, non eccessiva a dire il vero a causa della fasciatura e dell’andamento lento della giocatrice argentina in campo. Che cosa è accaduto? Durante il primo turno la 19enne argentina è finita al centro di un caso controverso, dopo aver incassato la decisione di una sanzione a suo carico direttamente dalla USTA che si occupa di organizzare l’ultimo Slam della stagione.

Il match che l’ha vista opposta all’azzurra Lucia Bronzetti si è interrotto sul 5-0 a favore dell’italiana che ha aveva con due break segnato la superiorità. Quando il punteggio era, appunto, sul 5-0 Luisina ha chiesto al giudice di abbandonare il match per via di un problema fisico che, si scoprirà poi, già noto.

La clausola applicata

L’organizzazione ha valutato che le condizioni precarie della tennista fossero importanti prima del fischio d’inizio e che la presenza in campo fosse dettato dall’obiettivo di incassare il gettone di presenza, fissato in circa 32mila dollari (27.500 euro circa). Una cifra che aiuta le tenniste emergenti e non ancora al top level a coprire le spese. La sanzione di fatto assorbe quasi la sua totalità del premio e, dunque, l’incasso utile a coprire i costi di gestione: una illustrazione scarna del significato economico della questione che va scissa dal piano etico che è altra cosa.

Per arrivare a tanto, l’organizzazione ha inserito la clausola della norma sul massimo impegno pensata proprio per scongiurare episodi di poca sportività: la sanzione applicata a Giovannini ammonta a 20mila dollari (poco più di 17mila euro). Con le trattenute fiscali, il guadagno effettivo è ridotto a pochissimo. Insomma, un esempio controluce.

L’allarme WTA

Altra questione riguarda quanto raccolto, e pubblicato, dall’autorevole quotidiano e sito britannico The Telegraph firmato da Simon Briggs, secondo cui la WTA ha registrato perdite operative per 23 milioni di dollari nel 2026, con una liquidità attuale di soli 15 milioni. In particolare, la WTA ha già registrato perdite per 23 milioni di dollari nel 2026, situazione che contempla come scenario anche l’orlo del fallimento entro un anno. La WTA, inoltre, rischia di rimanere senza fondi in quanto la sua liquidità attuale è di 15 milioni di dollari.

Valerie Camillo, la nuova presidente della WTA dopo il subentro a Steve Simon, storico chairman fino al 2025 è chiamata a sciogliere diversi nodi ed è evidente tra cui quello finanziario e di bilancio che, secondo il Telegraph, è decisivo per il circuito.

Il rischio di crollo nel 2027

Camillo ha dato un’ottima impressione nei suoi primi mesi, ma eredita una struttura che necessita di una revisione totale e, soprattutto, l’impatto legato al deficit di cassa dovuto alla risoluzione anticipata dell’accordo triennale tra la WTA e l’Arabia Saudita per ospitare le WTA Finals a Riyadh. Inoltre, la WTA ha perso le entrate provenienti da CVC, un fondo di private equity, già in partecipazione con la Formula 1 e il Sei Nazioni di rugby. Nel 2023, si legge, la WTA ha ceduto a CVC il 20% delle proprie attività commerciali, in cambio di 150 milioni di dollari distribuiti in cinque anni.

Se non ci saranno le mosse giuste a stabilire una notevole inversione di tendenza, il deficit salirà fino il rosso raggiungerebbe i 46 milioni di dollari, equivalenti a circa 40 milioni di euro nel 2027 secondo questa inchiesta che preme sull’intera WTA.

Oltre al tema etico e alla questione che viene posta dalla mossa spregiudicata dell’argentina c’è l’urgenza che un quadro simile pone. E a cui l’organizzazione, con i suoi vertici, deve rispondere per socngiurare lo scenario del crollo economico prospettato.

Autore
Virgilio.it

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