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Lo sciopero delle spogliarelliste agita il gran premio del Canada: “Vogliamo essere più tutelate”

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Di Panorama
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Lo sciopero delle spogliarelliste agita il gran premio del Canada: “Vogliamo essere più tutelate”

Torna la Formula 1, nel prossimo week end è in programma il gran premio del Canada a Montreal, ma prima che i motori tornino a rombare arriva una rivendicazione sindacale da parte delle spogliarelliste che hanno scelto il week end del gran premio perchè è notoriamente quello in cui si lavora di più. La minaccia, come riporta un articolo dedicato sul NY Times, è quella di uno sciopero per il prossimo 23 maggio, cioè il sabato sera che precede il giorno del GP. L’azione, organizzata dal Sex Work Autonomous Committee (SWAC), mira a colpire i club nel loro periodo più redditizio dell’anno, per rivendicare diritti fondamentali e migliori condizioni di lavoro. 

Le ragioni

Le ragioni sono limpide nella loro prosa sindacale: abolire la “tassa d’ingresso” che le ballerine devono pagare per salire sul palco, condizioni di lavoro sicure e igieniche, fine delle discriminazioni nelle assunzioni e nei turni. Ma quello che interessa a noi è la scelta del momento. «I locali sono al massimo della loro attività», spiegano dal SWAC, «è il periodo più redditizio dell’anno per i nostri datori di lavoro». Tradotto: colpite dove fa più male. Colpite il portafoglio proprio quando il portafoglio è gonfio di dollari, euro, sterline e yen versati da un’umanità che, per quattro giorni, dimentica il politicamente corretto e torna a comportarsi come un tempo: da maschi in trasferta, con la scusa del paddock e del casco. «In quanto spogliarelliste, siamo considerate lavoratrici autonome, il che significa che sulla carta siamo trattate allo stesso modo di, per esempio, un idraulico indipendente che assumereste per le riparazioni di casa». L’idraulico, però, non deve pagare per entrare nel bagno che deve riparare. L’idraulico non deve sorridere al padrone del bagno mentre lo ripara. L’idraulico, soprattutto, non deve fingere che il suo lavoro sia “empowerment” mentre in realtà sta solo cercando di non farsi fregare dalla direzione.

L’accusa

I gestori sono stati inoltre accusati di praticare un “overbooking” del personale, assumendo un numero eccessivo di ballerine per massimizzare i propri profitti a discapito della singola lavoratrice. Questa pratica, secondo la denuncia, aumenterebbe la competizione interna e lascerebbe le performer a gestire da sole i rischi per la propria sicurezza in un ambiente sovraffollato e ad alta pressione. Con questa mobilitazione, le lavoratrici sperano di invertire una dinamica che, a loro dire, avvantaggia in modo sproporzionato ed esclusivo i proprietari dei club.

Autore
Panorama

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