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Lo scandalo City travolge Infantino: “Sapeva tutto, ha coperto anche un altro club”. E la sua Svizzera lo scarica

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Lo scandalo City travolge Infantino: “Sapeva tutto, ha coperto anche un altro club”. E la sua Svizzera lo scarica

Il caso Manchester City travolge anche Gianni Infantino. Dopo la decisione della commissione indipendente della Premier League, che ha riconosciuto il club colpevole di gravi violazioni delle regole finanziarie nell’arco di nove stagioni, Rui Pinto ha attaccare il presidente della FIFA. L’hacker portoghese, la cui attività con Football Leaks contribuì a far emergere documenti sulle vicende finanziarie del City, sostiene che Infantino fosse già a conoscenza delle irregolarità quando era segretario generale della UEFA e che avrebbe contribuito a evitare conseguenze sportive più pesanti anche per il Manchester City e un altro club. Un duro colpo per il “signore del calcio” che, dopo il durissimo attacco subito ieri da Ceferin, oggi ha incassato anche il ritiro del sostegno della Federcalcio svizzera alla sua candidatura in vista delle elezioni FIFA del 2027.

“Infantino sapeva tutto”: le accuse di Rui Pinto sul City e il PSG

Rui Pinto è l’uomo che, attraverso Football Leaks, contribuì a portare alla luce milioni di documenti riservati sul mondo del calcio. Il portoghese iniziò nel 2015 a diffondere materiale riguardante contratti, trasferimenti, rapporti finanziari e accordi tra club e società. Le sue rivelazioni diedero di fatto il via alle indagini sui conti del Manchester City da parte della UEFA e della Premier League. Alla luce della decisione della commissione indipendente della Premier, Pinto è tornato alla carica attaccando anche Infantino.

In un post su X ha scritto che già nel 2014 l’allora segretario generale della UEFA sarebbe stato a conoscenza delle irregolarità che coinvolgevano il Manchester City. Pinto sostiene inoltre che Infantino avrebbe condiviso documenti riservati e sarebbe intervenuto nel procedimento UEFA per fare in modo che City e PSG arrivassero soltanto a una sanzione economica, evitando un’indagine più approfondita che avrebbe potuto portare anche all’esclusione dalla Champions League.

Anche la Svizzera ritira il sostegno a Infantino: cosa è successo

La Svizzera ha ritirato il sostegno a Infantino per la rielezione alla presidenza della FIFA. La decisione è stata presa dal Comitato centrale dell’Associazione Svizzera di Football (ASF), che aveva invece appoggiato la candidatura dell’attuale presidente nel giugno scorso. Alla base della scelta, spiega la Federazione, c’è una nuova valutazione degli sviluppi recenti e di alcune questioni legate a “leadership, governance, trasparenza e processi decisionali”.

Nel dettaglio, l’ASF cita i dubbi sulla chiarezza delle regole e sull’integrità delle competizioni nel caso Balogun, oltre alle responsabilità istituzionali legate a FIFA Forward Enterprise. “La credibilità, la trasparenza e la responsabilità sono essenziali per la buona governance”, sottolinea la Federazione, secondo cui queste condizioni “non sono più sufficientemente garantite”. Dunque, la Svizzera si allinea all’Italia, alla Francia e agli altri Paesi del Vecchio Continente che hanno già ritirato il sostegno a Infantino. Ma la presa di posizione dell’ASF fa ancora più rumore perché il numero uno della FIFA è nato proprio in Svizzera.

Un altro duro colpo dopo l’attacco di Ceferin

Infantino è sempre più sotto pressione. A Copenaghen, durante l’assemblea generale della European Football Clubs, il presidente UEFA Aleksander Ceferin ha sferrato un nuovo attacco al numero uno della FIFA davanti ai rappresentanti di un’organizzazione che ha ormai superato i 900 club affiliati: sono 920 quelli che fanno parte dell’EFC.

Senza pronunciare mai direttamente il nome di Infantino, Ceferin ha sostenuto che “il calcio non ha bisogno di imperatori” e ha chiesto di dire basta a una determinata gestione del calcio internazionale. Si alza così il livello dello scontro in vista delle elezioni FIFA del 18 marzo 2027, anche se la UEFA non ha ancora presentato un suo candidato. C’è tempo fino al 18 novembre, mentre una data chiave potrebbe essere quella dell’8 ottobre, quando è in programma una riunione a Berlino.

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Virgilio.it

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