L'Italia riparte da Mancini e Donnarumma, le scelte del ct per il Belgio e il retroscena del portiere
- Postato il 24 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo oltre tre anni, Roberto Mancini è pronto a tornare sulla panchina della Nazionale. L’ultima apparizione risale al giugno 2023, quando gli Azzurri affrontarono l’Olanda nella finale per il terzo posto di Nations League. Ora il nuovo esordio è fissato per domani sera, alle 20.45 allo Stadio Olimpico di Roma, contro il Belgio, nella prima giornata della competizione.
- Italia, l'esordio di Mancini
- Italia, destino in mano ai giovani
- Donnarumma, Barella e Tonali guidano gli Azzurri
- Donnarumma: «Con Mancini abbiamo fatto la storia»
- Donnarumma fissa l'obiettivo
Italia, l’esordio di Mancini
Un ritorno accompagnato da entusiasmo, ma anche dalla consapevolezza delle difficoltà legate a una preparazione inevitabilmente ridotta. «L’obiettivo è giocare bene sin da subito, anche se non sarà facile perché abbiamo avuto soltanto due giorni per preparare la partita. Dobbiamo giocare bene e fare risultato: credo sia l’unica medicina per far sì che la gente ci venga nuovamente dietro», ha spiegato Mancini in conferenza stampa.
Il commissario tecnico ha raccontato anche le sensazioni vissute nel corso della settimana che ha accompagnato il suo ritorno: «Solitamente all’Olimpico veniamo accolti sempre molto bene. Tutta la settimana è stata emozionante e domani lo sarà ancora di più. Sarebbe molto bello chiudere la serata in bellezza. Sarebbe una settimana perfetta». Ma il pensiero è già rivolto ai prossimi impegni: «Bisogna subito guardare oltre la Bosnia». Una pressione che Mancini considera comunque positiva: «I nostri giocatori sono tutti esperti ed è chiaro che ogni partita a questo livello porti pressione, ma si tratta di una pressione positiva».
Italia, destino in mano ai giovani
Tra le novità della nuova Nazionale c’è anche una forte attenzione ai giovani. Mancini ha parlato in particolare di Nicolò Tresoldi, attaccante classe 2004 del Bruges, ancora in bilico tra Italia e Germania. «Ha detto che in questo momento non può decidere perché ha dato la parola all’allenatore dell’Under della Germania. Alla fine del percorso con l’Under deciderà. Dice di sentirsi al 50% tedesco e al 50% italiano. Speriamo che a giugno si senta al 51% italiano», ha scherzato il ct. Mancini ha poi fatto il punto sulle possibili scelte per l’undici titolare, lasciando aperti alcuni ballottaggi: «Stiamo decidendo su un paio di ruoli. Cambiaghi, Kean e Zaniolo possono giocare ovunque, decideremo domani mattina». Parole positive anche per Romano, una delle nuove pedine del gruppo: «Non lo conoscevo benissimo, mi ha dato delle buone sensazioni. Mi sembra un giocatore che sa fare tutto. Siamo felici di averlo con noi e sarà importante per il futuro della Nazionale».
Donnarumma, Barella e Tonali guidano gli Azzurri
A guidare l’Italia saranno i suoi uomini di maggiore esperienza. Il capitano Gianluigi Donnarumma, Nicolò Barella e Sandro Tonali rappresentano il punto di riferimento della squadra chiamata ad affrontare il Belgio. Assenze pesanti in difesa, dove non saranno disponibili Federico Dimarco, fermato da un infortunio, e Alessandro Bastoni, squalificato. Mancini dovrebbe affidarsi a una linea a quattro con Coppola e Mancini al centro, Calafiori sulla corsia mancina e uno tra Kayode e Di Lorenzo sulla destra. In mezzo al campo Barella, Romano e Tonali sembrano destinati a partire dal primo minuto. Ancora qualche dubbio, invece, nel reparto offensivo. In allenamento è stata provata la coppia formata da Pio Esposito e Kean, con Zaniolo o Cambiaghi nel ruolo di raccordo. Più indietro nelle gerarchie iniziali sembrano Scamacca e Raspadori. Il Belgio dovrebbe rispondere con un 4-2-3-1. Davanti a Lammens, la difesa potrebbe essere composta da Castagne, Ngoy, Debast e De Cuyper, mentre Tielemans e Lavia dovrebbero agire davanti alla retroguardia. In avanti spazio a un tridente mobile con De Ketelaere, De Bruyne e Moreira alle spalle di Lukebakio.
Donnarumma: «Con Mancini abbiamo fatto la storia»
Alla vigilia della partita è intervenuto anche Donnarumma, che ha confermato il rapporto speciale con il nuovo commissario tecnico. Il capitano ha spiegato il significato del messaggio inviato al presidente della Figc, nel giorno della presentazione di Mancini: «Il messaggio a Malagò è una cosa privata, però, con tutto il rispetto per gli altri allenatori che erano vicini alla Nazionale, mi sono congratulato con il presidente perché con Mancini ci lega un grande affetto, sia per quello che abbiamo vinto che per quello che abbiamo passato assieme. Ero contento e sono contento della scelta».
Donnarumma fissa l’obiettivo
Il portiere ha poi fissato l’obiettivo: ripartire dai successi del passato. «Con Mancini speriamo di raggiungere gli stessi risultati. Abbiamo vinto un Europeo e fatto la storia. Speriamo di riperderci. Dopo la Bosnia è stata un’estate lunga, ora riportiamo l’Italia dove merita». Proprio la sconfitta contro la Bosnia resta una ferita ancora difficile da affrontare. Donnarumma ha ammesso che nello spogliatoio si è scelto di non tornare sull’argomento: «Ne abbiamo parlato? Zero. Solo oggi due minuti, ma non c’era la voglia. Il dolore era grande per riaprire quel discorso». Ora, però, il passato deve lasciare spazio al nuovo corso. Donnarumma è chiamato a fare da riferimento anche per i tanti giovani inseriti nel gruppo: «È un onore per me rappresentare la Nazionale italiana. Noi della vecchia guardia dobbiamo dare una mano ai giovani, ce ne sono tanti e sono forti. Insieme creeremo un bel gruppo con grande energia».