L’Italia brilla in Nations League, Francesco Repice: “Kayode e Sebastiano Esposito mi hanno rapito. Vedo una fioca luce in fondo al tunnel”
- Postato il 6 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo la partenza shock contro il Belgio nella prima giornata della fase a gironi della Nations League, sconfitta per 2-0 con i fischi dello stadio Olimpico di Roma ad accompagnare la Nazionale negli spogliatoi, l’Italia di Roberto Mancini ha rialzato la testa.
E lo ha fatto con prestazioni convincenti, in primis andando a vincere a Bursa contro la Turchia di Vincenzo Montella con un netto 4-1, risultato che sta anche stretto ai nostri. Poi, andandosi a prendere un punto importantissimo in casa della Francia di Zinedine Zidane, in testa alla classifica del raggruppamento con 10 punti. E, ieri sera al Dall’Ara di Bologna, battendo nuovamente i turchi e andando in rete tre volte, con Scamacca, Calafiori e il ‘solito’ Pio Esposito.
Secondo posto in classifica con 7 punti e speranze per il futuro, non solo prossimo. Ne abbiamo parlato con Francesco Repice, storico commentatore di Radio Rai per le partite degli Azzurri.
“I 20-25 minuti del secondo tempo contro il Belgio erano già stati confortanti, almeno quanto fosse stato sconfortante il primo tempo contro la selezione di van Bommel. Poi, però, evidentemente c’è qualcosa che noi non conosciamo, e che quelli che fanno gli allenatori a un certo livello conoscono, che cambiano in qualche maniera la squadra e mettono in movimento dei meccanismi che tendono a far migliorare le prestazioni. È accaduto con Roberto Mancini, sia a Bursa che ieri sera: nella fase della gestione della partita, nella fase morta, abbiamo rischiato pochissimo e reagito immediatamente al gol subito (il momentaneo 1-1 realizzato da Simsir, ndr). In definitiva, si sono viste delle ottime cose. La classifica è quella che conta, le prossime due partite sono quelle che contano e sono molto impegnative (Italia-Francia 11 novembre e Belgio-Italia quattro giorni dopo, ndr), però ci si arriva in maniera molto diversa rispetto al modo e all’umore con cui abbiamo approcciato a questa prima tornata azzurra di Nations League”.
Repice, oltre a conoscere il mondo del calcio, conosce anche molto bene il commissario tecnico azzurro, colui che ci porto alla conquista dell’Europeo nel 2021. Vede un Mancini diverso rispetto al passato?
“Mancini è sempre lo stesso, ma non è quello il punto. Lui ha un solo grande rammarico, che ha esplicitato ieri sera a chiare note, gli manca Gianluca Vialli. Però, ha più volte detto con grande razionalità, grande raziocinio, quello che evidentemente manca spesso in alcuni giudizi. Ci vuole del tempo per fare le cose. Roma non è stata costruita in un giorno, per cui ci vuole del tempo e bisogna far crescere uno spogliatoio. Il gruppo è, evidentemente, sempre aperto, ma credo che, se non dovessero esserci da qui ai prossimi 6-7 mesi delle esplosioni, e me lo auguro, sia questo. Un team di 25-30 giocatori sul quale Roberto Mancini lavorerà, ma bisogna tener conto anche dei ragazzi che sono in Under 21 e che stanno dimostrando delle cose importanti. Io comincio a vedere una fioca luce in fondo al tunnel”.
Tra i tanti esordienti in Nazionale maggiore, due su tutti hanno stupito Repice nelle quattro partite disputate fino a questo momento.
“Da Kayode e Sebastiano Esposito mi aspettavo molto, molto, di meno. In realtà, mi hanno assolutamente rapito e sebbene Sebastiano abbia già una certa età (24 anni, ndr), è un ragazzo che si avvicina adesso al calcio internazionale. Il primo gioca sì in Premier League, ma non in una squadra di primissimo livello (il Brentford, ndr). Il secondo lo possiamo ammirare nel Sassuolo, che ha un grande allenatore in panchina come Alberto Aquilani. Contando che c’è Marco Palestra che deve tornare, c’è Tulli in rampa di lancio, Pisilli, Ndour e tanti altri… beh, possiamo dire che respiriamo aria buona”.
Infine, abbiamo chiesto un commento a Repice su Pio Esposito che, nonostante la giovanissima età sembra già uno navigato.
“Pio Esposito è il centravanti dell’Inter ed è, adesso, il titolare in coppia con Lautaro Martinez. Si gioca il posto con un certo Marcus Thuram, non convocato da Zidane per queste gare. Stiamo parlando di giocatori d’alto rango, Pio non è più nemmeno catalogabile come giovane, e non parlo di età anagrafica, ma di militanza ad alto livello”, ha concluso a Virgilio Sport.