Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

L’Italia ai Mondiali avrebbe fatto peggio di Germania, Brasile e Olanda: tifosi impietosi, evitato un disastro annunciato

  • Postato il 6 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
L’Italia ai Mondiali avrebbe fatto peggio di Germania, Brasile e Olanda: tifosi impietosi, evitato un disastro annunciato

Fin dove avrebbe potuto spingersi l’Italia se la drammatica notte di Zenica contro la Bosnia non l’avesse esclusa dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva? La rovinosa caduta di Germania, Brasile e Olanda contribuisce ad alimentare i rimpianti per il percorso che avrebbe potuto avere la Nazionale ai Mondiali nordamericani, i primi della storia a 48 squadre. Secondo la maggior parte dei tifosi, la mancata qualificazione ha evitato un possibile disastro. Eppure il calcio non è una scienza esatta: esistono variabili imprevedibili, come Capo Verde che ferma la Spagna e mette i brividi all’Argentina di Messi, o come il Paraguay che elimina la Germania. Diventa quindi legittimo provare ad analizzare in modo realistico quale sarebbe potuto essere il cammino dell’Italia nel torneo iridato.

Italia ai Mondiali: come sarebbe andata, la sentenza dei tifosi

Nei giorni scorsi abbiamo lanciato un sondaggio diretto alla pancia dei tifosi: “L’Italia ai Mondiali cosa avrebbe fatto?”. Il 44% dei sostenitori non ha lasciato scampo alla Nazionale: eliminazione al primo turno. Per il 21%, invece, capitan Donnarumma e compagni avrebbero centrato la qualificazione ai sedicesimi da terzi nel girone.

Le percentuali, poi, registrano un brusco calo: per il 12% l’Italia avrebbe superato abbastanza agevolmente il primo turno e, sempre per un altro 12%, si sarebbe spinta fino agli ottavi. Solo il 7% dei tifosi immagina un percorso oltre gli ottavi. E, visto che la speranza è l’ultima a morire e che nessuno può privarci della libertà di sognare, c’è infine un 5% secondo cui gli Azzurri avrebbero addirittura potuto puntare alla vittoria finale.

Il possibile percorso dell’Italia ai Mondiali 2026

Facile parlare dopo, verrebbe da dire. E infatti è così. Ma questo resta un giochino costruito sui risultati già emersi ai Mondiali, non per alimentare rimpianti, ma per leggere con maggiore lucidità ciò che sarebbe potuto accadere. Partiamo dalla fase a gironi: se l’Italia avesse superato la Bosnia-Erzegovina, sarebbe finita nel Gruppo B con Svizzera, Canada e Qatar. Una partita secca, come quella degli spareggi, è un’altra storia: dentro o fuori, con le distanze tecniche che spesso tendono a ridursi in modo drastico. Ma su tre gare il discorso cambia radicalmente.

Contro la Svizzera, già capace di eliminare l’Italia agli Europei del 2024, il confronto sarebbe stato tutt’altro che agevole, ma non scontato. Il Canada del criticatissimo Jonathan David resta una nazionale ancora incompiuta, lontana dagli standard delle big europee. Il Qatar, infine, ha ribadito tutti i suoi limiti, confermando l’idea che l’allargamento a 48 squadre e la presenza massiccia di selezioni asiatiche – ben nove – non abbia alzato il livello del torneo, ma solo diluito la competitività. Sì, l’Italia avrebbe avuto tutte le carte per giocarsela: non una passeggiata, ma nemmeno il fallimento ipotizzato.

Come sarebbe andata nella fase a eliminazione diretta

Analizziamo tutti gli scenari. Se l’Italia avesse chiuso al primo posto nel girone, avrebbe incrociato l’Algeria ai sedicesimi e, in caso di vittoria, la Colombia agli ottavi. Qui, con ogni probabilità, il cammino si sarebbe fermato contro i Cafeteros, anche se con il rimpianto di un possibile quarto di finale contro l’Argentina: un confronto che, al di là dell’esito, avrebbe comunque restituito visibilità e fiducia al movimento azzurro. Se invece la Nazionale si fosse classificata seconda, ai sedicesimi avrebbe affrontato il Sudafrica. Un calcio in crescita quello africano, ma ancora segnato da limiti evidenti, al netto dell’eccezione Marocco, unica sopravvissuta.

Non a caso, i Leoni dell’Atlante rappresentano oggi una realtà consolidata del panorama mondiale, frutto di un percorso di crescita solido e programmato nel tempo che ha dato i suoi frutti da quattro anni con lo storico quarto posto ottenuto ai Mondiali in Qatar. Ecco, l’Italia avrebbe incrociato proprio il Marocco agli ottavi: una sfida che verosimilmente avrebbe segnato la fine del percorso dei Gattuso-boys. Infine, in caso di ripescaggio tra le migliori terze, gli Azzurri avrebbero trovato i padroni di casa degli Stati Uniti con un esito che strizza l’occhio a McKennie e Pulisic. In ogni caso, lo scenario più probabile è che l’Italia difficilmente avrebbe potuto valicare la soglia degli ottavi.

Italia peggio di Germania, Brasile e Olanda

Oggi ci si interroga sui fallimenti di nazionali come Germania, Olanda e soprattutto Brasile, eliminato da una Norvegia che, insieme al Marocco, sta contribuendo a riscrivere la geografia del calcio internazionale. Per ovvi motivi non sapremo mai come sarebbe andata davvero al Mondiale, ma l’Italia è ormai diventata il metro di paragone dei fallimenti altrui. In Olanda, tutte le responsabilità del flop ai sedicesimi contro il Marocco sono state attribuite alle scelte di Koeman. Per la leggenda del calcio tedesco Toni Kroos, invece, la causa del naufragio della Die Mannschaft è da ricercare nella mancanza di campioni.

Il caso Brasile è ancora più complesso: una crisi che parte dalla Federazione e arriva fino al campo, e un sistema che finisce per individuare in Carlo Ancelotti il capro espiatorio, nonostante un vuoto di talento sempre più evidente. E allora la domanda è inevitabile: perché l’Italia è messa peggio di Germania, Brasile e Olanda? La risposta è un gancio diretto al volto, di quelli da ko: perché il nostro movimento racchiude, insieme, tutte le criticità che caratterizzano singolarmente queste nazionali. Per troppo tempo la polvere è stata nascosta sotto il tappeto. Il risultato è il terremoto post Zenica, che ha aperto una fase di profonda e ancora indefinita rivoluzione. Aspettando Malagò, l’Italia è senza commissario tecnico da marzo. Da marzo.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti