Liste d’attesa, la Calabria torna indietro
- Postato il 22 luglio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Liste d’attesa, la Calabria torna indietro
Liste d’attesa, la Calabria torna indietro. Nei primi sei mesi del 2026 peggiorano ai tempi per visite ed esami. Agenas segnala criticità, il 69,7% delle prescrizioni finisce in classe “Programmabile”.
COSENZA – Mentre il resto d’Italia, pur tra mille difficoltà, sembra aver imboccato una timida via di risalita nel governo delle liste d’attesa, la Calabria torna indietro. Il primo Bollettino periodico dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali fotografa una realtà in controtendenza: un sistema che scivola lentamente all’indietro nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi sei mesi di quest’anno la percentuale di prime visite erogate entro i tempi di garanzia in Calabria è scesa all’86,6%, segnando un netto peggioramento rispetto al 90,7% registrato nello stesso periodo del 2025. Un copione identico si recita per gli esami diagnostici, passati dall’88,0% all’84,7%. Il dato resta sopra se confrontato con la media nazionale: le visite garantite in tempo salgono dal 76,4% al 78,5% e gli esami dall’82,8% all’84,6%.
LISTE D’ATTESA IL NODALE NODO IN CALABRIA DELLE CLASSI DI PRIORITÀ E IL CASO DELLE RICEVUTE IN CLASSE P
In un Paese che recupera oltre 1,6 milioni di prestazioni nei tempi di legge, la Calabria resta tra le poche altre realtà in affanno come Sicilia e Sardegna. Ma il vero “buco nero” risiede in quelle che Agenas segnala come criticità nell’appropriatezza prescrittiva: vale a dire un numero troppo alto di ticket in classe P (Programmabile). In Calabria, quasi sette ricette su dieci (il 69,7%) vengono catalogate come prestazioni da eseguire entro 120 giorni. Per capire la portata di questo squilibrio, basta guardare la media nazionale del 2025, ferma al 38,1%.
È un’anomalia statistica che nasconde una realtà amara: se si sposta la maggior parte della domanda sulla classe di priorità meno urgente, è più “facile” far apparire i tempi di attesa sotto controllo occupando gli slot per mesi (e lasciando meno spazio per le urgenze), ma a pagarne il prezzo è il cittadino che vede dilazionata la propria diagnosi per mesi.
TECNOLOGIA E TRASPARENZA: IL CONFRONTO CON LE ALTRE REGIONI E LE PROSPETTIVE FUTURE
L’elevata concentrazione condiziona pesantemente le percentuali di rispetto dei tempi, incidendo artificialmente sui volumi delle prenotazioni. Tutto questo mentre regioni come la Toscana utilizzano l’intelligenza artificiale per abbattere le prescrizioni inappropriate (come nel caso dei nei non sospetti in dermatologia) e il Piemonte implementa algoritmi per liberare automaticamente slot inutilizzati. Il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, parla di «sfida non impossibile» se affrontata con metodo e organizzazione. Tuttavia, guardando alla Calabria, il metodo sembra mancare e l’organizzazione pare ferma al palo. La trasparenza dei dati offerta dalla nuova Piattaforma nazionale è un’arma a doppio taglio.
Il Quotidiano del Sud.
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