Linee Amt a rischio stop, i sindacati contro le aziende: “Decisione gravissima, assomiglia a una serrata”
- Postato il 13 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Una decisione gravissima che assomiglia molto più a una serrata che a una legittima iniziativa imprenditoriale e che scarica sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui cittadini le conseguenze di una crisi che non hanno contribuito a determinare”. È il commento dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal dopo la clamorosa protesta annunciata dalle aziende private che gestiscono servizi Amt in appalto e lamentano l’assenza di garanzie sui pagamenti: da lunedì alcune linee collinari in diverse zone della città potrebbero fermarsi.
Oltre alla decisione di stralciare il 50% dei crediti recepita dal piano di risanamento dell’azienda, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la comunicazione arrivata ieri nel corso di una riunione: le partite correnti non verranno saldate prima di fine luglio. Così le società aderenti ad Anav hanno comunicato l’intenzione di sospendere le corse a partire da lunedì. Sarebbe coinvolte le linee bus 57, 93, 340, 273, 275, i servizi integrativi I04, I03, I21, I21/, I25, I13, I14 e la linea CS interna al cimitero Staglieno.
“Da lunedì centinaia di lavoratrici e lavoratori rischiano di essere lasciati senza lavoro, senza garanzie e senza alcuna prospettiva certa sul proprio futuro occupazionale. Ancora una volta si pretende che siano i lavoratori a pagare il prezzo di scelte, errori e responsabilità che appartengono ad altri – tuonano i sindacati -. A farne le spese saranno anche migliaia di utenti, privati improvvisamente di un servizio pubblico essenziale e del diritto alla mobilità. È inaccettabile che una disputa tra aziende e committente venga risolta tenendo in ostaggio lavoratori e auspichiamo inoltre un intervento su tema da parte della commissione di garanzia. Certo è che quando a proclamare uno sciopero sono le lavoratrici e i lavoratori, i controlli, gli interventi e le sanzioni sono immediati. Riteniamo doveroso, così come prescrive la legge, che anche quando sono le aziende a sospendere il servizio, provocando un danno enorme alla collettività, sia necessario intervenire. Due pesi e due misure non possono certamente essere accettate”.
“Chiediamo al Comune di Genova di convocare immediatamente un tavolo straordinario con Amt, le aziende interessate e le organizzazioni sindacali. Non c’è più tempo da perdere. Servono risposte immediate per garantire la continuità del servizio, la tutela dell’occupazione e il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini – proseguono i rappresentanti dei lavoratori -. Sia chiaro: questa vertenza non riguarda soltanto i dipendenti delle aziende in appalto, riguarda tutto il sistema del trasporto pubblico locale genovese coinvolgendo direttamente le lavoratrici e i lavoratori di Amt. Pensare che questa crisi possa fermarsi ai confini degli appalti è un grave errore”.
“Non accetteremo che il costo di questa vicenda venga scaricato sui lavoratori che ogni giorno garantiscono il servizio e sui cittadini che ne usufruiscono. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Le lavoratrici e i lavoratori non possono e non devono essere il bancomat a cui attingere ogni volta che emergono problemi economici, gestionali o politici”, concludono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal.
“Siamo davanti all’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza della giunta Salis. La sospensione del servizio delle linee collinari, causata dal mancato pagamento delle aziende private da parte di Amt, è una vergogna inaccettabile. Si lasciano a piedi migliaia di genovesi, isolando intere vallate e quartieri – accusa Paola Bordilli, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Genova -. Parliamo di collegamenti vitali per i residenti delle nostre alture, zone in cui vivono anziani, persone con mobilità ridotta, studenti e lavoratori. La giunta e i vertici di Amt non possono più nascondersi: siamo ormai oltre un anno di amministrazione Salis. Si è arrivati al punto di costringere aziende storiche a fermare i mezzi. La responsabilità politica è di chi governa Palazzo Tursi. Non c’è stato alcun confronto con le imprese coinvolte e, cosa ancora più grave, a pagare il prezzo di questa situazione rischiano di essere anche i lavoratori, che potrebbero ritrovarsi senza stipendio pur garantendo un servizio pubblico essenziale. Come Lega pretendiamo risposte immediate. Avevamo già denunciato questi rischi durante la discussione del piano di risanamento, esprimendo tutte le nostre perplessità. La nostra astensione in Aula nasceva proprio da queste criticità, che oggi si stanno scaricando sui cittadini, sui lavoratori e sulle aziende storiche del territorio. Su questa vicenda daremo battaglia dentro e fuori il Consiglio comunale”