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Lindsey Graham, la mano di Putin dietro la sua morte? Usa, sospetto-choc

  • Postato il 13 luglio 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

La morte improvvisa del senatore Lindsey Graham il 11 luglio solleva interrogativi sulla sua influenza geopolitica. Figure di spicco nel panorama politico americano, Graham rappresentava l'ala interventista repubblicana con forte posizionamento pro-NATO e anti-Russia. La sua scomparsa, attribuita a infarto, colpisce un politico che aveva mantenuto rapporti strategici con l'amministrazione Trump, fungendo da moderatore nelle dinamiche della politica estera statunitense durante il mandato presidenziale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Lindsey Graham, la mano di Putin dietro la sua morte? Usa, sospetto-choc
Lindsey Graham, la mano di Putin dietro la sua morte? Usa, sospetto-choc

Lindsey Graham, senatore repubblicano, è morto sabato 11 luglio. Improvvisamente, pare per arresto cardiaco: era appena rientrato a Washington da un viaggio Oltreatlantico. E non era un politico qualsiasi. Il senatore del South Carolina era uno dei pochi in grado di domare Donald Trump. "Il mio rapporto con Donald Trump? Sono la sua stella polare", aveva spiegato alla rete tv Nbc lo scorso febbraio. Non ha mai ricoperto incarichi di governo, ma ha sempre avuto grande influenza sulla politica estera del tycoon. Ma chi è Lindsey Graham? Prototipo del repubblicano del vecchio establishment, grande alleato della Nato e di Israele, nemico giurato della Russia, interventista come John McCain che era stato il suo mentore, il senatore del South Carolina aveva costituito in Congresso, insieme con il senatore dell’Arizona e a Joe Lieberman, senatore indipendente vicino ai democratici, anche lui interventista, un’alleanza di falchi soprannominata "3 amigos".

In un primo momento, quando Trump si candidò alla Casa Bianca, Graham fece lo stesso e lo attaccò senza pietà: "Lo senti e sembra di stare su una rete tv per bambini: dice sono grande, sono forte, ti spacco la faccia. Ma questa non è politica estera, è roba da cartoni animati". Poi si ritirò dalle primarie repubblicane. Ma non smise di bersagliare The Donald: "Se nomineremo Trump, ci distruggerà, e ce lo saremo meritati". Ma in soli tre mesi tutto cambiò: diventò un suo sostenitore. "Tento di essere rilevante", la sua giustificazione. Da quel momento, Graham ebbe un peso. E non smise di farsi paparazzare sul campo da golf con Trump. 

 

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Su molti temi non la pensavano allo stesso modo. Un esempio? La Nato. Durante l'ultimo vertice ad Ankara, aveva contribuito a convincere Trump a concedere all’Ucraina la licenza di produzione dei missili Patriot. Oltre a convincere democratici e repubblicani a votare una misura per sanzionare i Paesi che comprano petrolio o gas dalla Russia. Da qui le teorie del complotti. Dietro il suo improvviso arresto cardiaco, c'è lo zampino dello zar? "La Russia ha ucciso un senatore americano?" si legge in un post pubblicato dell’influencer Laura Loomer, che ha ricordato come l’ideologo russo Alexander Dugin aveva auspicato la sua eliminazione.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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