L'incubo delle elezioni del 1992 che agita la destra in Israele
- Postato il 27 ottobre 2026
- Estero
- Di Agi.it
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L'incubo delle elezioni del 1992 che agita la destra in Israele
AGI - In Israele, ad agitare i sonni della coalizione di governo, in primis del premier Benjamin Netanyahu, è la possibilità che si ripeta l'incubo delle elezioni del 1992, quando il Likud, che dominava la politica israeliana da 15 anni ed era dato per vincente, perse inaspettatamente a causa, secondo una diffusa interpretazione, della frammentazione della destra. Uno scenario che il leader del Likud ha più volte evocato negli ultimi mesi di campagna elettorale, prima del voto del 27 ottobre.
Come ha ricostruito l'analista Shalom Yerushalmi del Times of Israel, nel novembre 1991 le prospettive apparivano favorevoli al partito di destra del premier Yitzhak Shamir: i sondaggi gli assegnavano addirittura 50 seggi, oltre il doppio dei laburisti.
Pochi mesi dopo, i tre partiti della destra ultranazionalista Tehiya, Tzomet e Moledet abbandonarono il governo per protesta contro la Conferenza di Madrid, convinti che Israele stesse negoziando con l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e cedendo alle richieste arabe e palestinesi. Alle elezioni del giugno 1992, il Likud ottenne appena 32 seggi, perdendone otto, mentre i laburisti salirono da 39 a 44, conquistando il potere.
Netanyahu e la frammentazione della destra
È proprio questo 'spettro' che Netanyahu continua a evocare da alcuni mesi, avvertendo che potrebbe accadere di nuovo. In un video diffuso dopo la nascita, quest'estate, del partito di destra radicale di Ofer Winter, il premier ha ricordato che nel 1992 "nel governo di destra c'era chi era arrabbiato con Shamir per svariati motivi, tanto da creare formazioni ancora più a destra della destra. Alcune di esse non riuscirono a superare la soglia di sbarramento, e la sinistra andò al potere".
"I partiti nati da scissioni a destra hanno fatto cadere il governo di destra - ha avvertito Netanyahu - Non dobbiamo creare formazioni scissioniste che finirebbero solo per disperdere i nostri voti, portare la sinistra al governo e permettere a Gadi Eisenkot, Yair Golan e Mansour Abbas di svendere il Paese. Quei partiti scissionisti spariranno senza lasciare traccia. Non dobbiamo votarli".
Perché il Likud perse nel 1992 le elezioni in Israele
Nonostante una diffusa interpretazione attribuisca la responsabilità della sconfitta del Likud agli 'scissionisti' dell'ultradestra, secondo Yerushalmi giocarono un ruolo anche altri fattori. Tra questi, le accuse di corruzione diffusa all'interno del ministero dell'Edilizia, all'epoca sotto il controllo di Ariel Sharon, e nei confronti del Comitato centrale del Likud, soprannominato 'Comitato centrale degli appaltatori'. Un peso lo ebbe anche il risentimento degli elettori sefarditi nei confronti dell'élite ashkenazita.
Dall'altra parte, il Partito laburista introdusse quell'anno le primarie per la composizione della propria lista per la Knesset, proponendo all'elettorato un nuovo sistema democratico che includeva candidati provenienti dalle aree periferiche rispetto ai tradizionali centri di potere. Una scelta che contribuì a rafforzarne il consenso.
La vittoria di Yitzhak Rabin
Un altro elemento decisivo fu la leadership di Yitzhak Rabin, che sconfisse Shimon Peres alla guida del Partito laburista. Il candidato premier era un ex capo di Stato maggiore, considerato integerrimo e sostenuto da un ampio consenso popolare. Fu lui a riuscire a costruire una maggioranza di 62 seggi, mettendo insieme i laburisti, Meretz e il partito ultraortodosso sefardita Shas, con l'appoggio esterno dei cinque deputati dei partiti arabi Hadash e Partito Democratico Arabo.
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