L'incognita Sinner, il rientro di Alcaraz e il forfait di Rybakina inducono a una riflessione sulla convivenza con il dolore
- Postato il 5 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Come fu per Naomi Osaka, quando non era ancora così prepotente il ruolo nell’agenda mediatica dei social media anche Elena Rybakina ricorre alle piattaforme digitali per annunciare il ritiro da Wuhan a causa di un problema fisico che l’assilla, la preoccupa e senza alcun dubbio condiziona la sua posizione rispetto a calendario e classifica. Non è semplice essere e rimanere numero 1 della classifica nell’era del tennis contemporaneo. La componente psicologica, a cui si appella, senza espliciti riferimenti, la stessa Aryna Sabalenka ha acquisito sempre più rilevanza oltre a evidenti infortuni fisici che condizionano la continuità. Dopo Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, rientrato da poco, la kazaka si ferma. Anche lei, nella parte conclusiva della stagione.
- Il forfait di Rybakina dopo quello di Sinner
- Il mistero Sinner
- Il calvario di Alcaraz
- Le ultime notizie su Jannik Sinner
Il forfait di Rybakina dopo quello di Sinner
Rybakina non arriva da una striscia positiva, dopo l’encomiabile risultato e l’abnegazione dimostrata agli Us Open. Sconfitta a sorpresa dal numero 118 del mondo, Alina Charaeva forse stupita a sua volta dall’incredibile risultato contro la kazaka, regina del tennis femminile. E dopo l’eliminazione all’esordio a Pechino che non la pressava affatto, Rybakina ha comunicato che salterà anche il secondo 1000 dello swing asiatico, il Wuhan Open, per via di un infortunio:
“Mi dispiace molto per i tifosi che non vedevano l’ora di vedermi giocare. Mi prenderò un po’ di tempo per riposarmi e recuperare. Grazie per la vostra comprensione e per il vostro continuo sostegno. Ci vediamo l’anno prossimo”, l’ammissione della numero 1.
L’ammissione della kazaka, che per ora non teme il sorpasso, la abbina a Sinner in un incrocio al vertice che sconfina nello stop non voluto, per entrambi. La prospettiva è mutata, come ha detto Carlos Alcaraz in conferenza stampa quando ha spiegato le ragioni della sua lunga assenza e come la sua scelta di tutelarsi lo ha indotto a prendersi tempo.
Il mistero Sinner
Rimanere fuori quell’intervallo necessario a sanare un problema fisico che lo affliggeva e su cui ancora adesso vengono avanzati dubbi e quesiti, al pari di Jannik Sinner e del suo ginocchio, induce a una riflessione su uno sport meraviglioso, appassionante ma in cui la componente atletica è crescente e che impone un ritmo di gara sempre crescente. Il tennis non è quello di 40 anni addietro, ma neanche quanto abbiamo imparato a conoscere solo 15 anni fa. Il team dei critici sul calendario non può prescindere dall’osservare quell’attenzione alla preparazione, alla corsa, all’agonismo in generale che ha acquisito rilevanza, nelle ultime generazioni.
La componente psicologica, che pare possa aver pesato su Carlos, non è sola da considerare. Il dolore, la convivenza con la costante e spesso travolgente condizione di incapacità di sostenere le sensazioni che ne derivano influenzano fisico, mente e le date.
Il calvario di Alcaraz
Alcaraz a Barcellona aveva riportato un grave infortunio al polso destro con interessamento della fibrocartilagine triangolare che lo ha portato a cancellare dal suo programma personale: Madrid, Roma, Roland Garros, Wimbledon, Montreal e Cincinnati si sono disputati senza lo spagnolo. L’insicurezza si è sommata a una inadeguatezza sul piano della salute fisica innegabile, per lo spagnolo che ha fermato la sua carriera per quattro mesi e mezzo.
La classifica ne ha risentito, Zverev ne ha approfittato, ma adesso è tornato competitivo, fermo e con una testa allenata a reagire nonostante abbia subito uno dei problemi più insidiosi per un tennista. A giovarne, provvisoriamente, di questa sua assenza a causa del polso è stato il diretto avversario nonché rivale e comunque numero 1, Jannik Sinner.
Le ultime notizie su Jannik Sinner
A sua volta attraversa una fase delicatissima, determinata dalle condizioni del suo ginocchio su cui sono puntati gli occhi dei migliori specialisti a riguardo. Seguito a Torino al J| Medical dove il campione altoatesino ha seguito anche appositi programmi di fisioterapia, ha valutato di volta in volta come procedere in accordo con il suo staff. Nella serata della scorsa settimana, a seguito di una foto che lo ritraeva a Lione in un ristorante in un punto strategico della città francese, si erano affollate le domande sul suo effettivo stato di salute.
L’annuncio del forfait è arrivato quasi in forma obbligata: no a Shanghai e plausibile rifiuto anche per il Six Kings come vociferato. Rinunce che denotano lo stato di incertezza e la volontà, per ora, di tentare la via più conservativa per Jannik. ha subito il contraccolpo? Plausibile, ma quel “Basta” urlato in allenamento lo rende solo più umano e sensibile a una convivenza non semplice con il dolore.
Per Rybakina la situazione non è poi così differente. La nuova generazione di campioni risente e accusa, in una contemporaneità che induce a legittime domande su calendario (in parte) e carico del lavoro, entrando in una sorta di sospensione inattesa in una fase della stagione che apre agli appuntamenti Finals. Si procede senza alcuna certezza, sull’ora e adesso ma con l’auspicio di assistere al loro rientro ai consueti livelli. A prescindere da quel che decideranno di comunicare e condividere.