Liegi-Bastogne-Liegi, Seixas alla prova dei "mostri": Pogacar ed Evenepoel favoriti, ma occhio al francesino
- Postato il 25 aprile 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
La chiamano la Doyenne, la “decana”, perché è la più antica tra le cinque Monumento del ciclismo. Ma potrebbero ribattezzarla la “Jeune”, la “giovane”, perché in fondo domani potrebbe realmente accadere qualcosa che a certe latitudini non s’era mai vista prima: un 19enne capace di mettere dietro di sé stuoli di fuoriclasse e campioni più affermati. Un proposito che passa inevitabilmente per la mente di Paul Seixas, che dopo aver dominato la Freccia Vallone si presenta alla Liegi con l’idea di rompere le uova nel paniere a Pogacar ed Evenepoel, i grandi favoriti dell’ultima grande classica della stagione del Nord.
- Paul non si nasconde: "Si parte sempre per vincere. Però..."
- Pogacar vuole fare 13 e dopo la Liegi si sposterà al Romandia
- Evenepoel "avvisa" Seixas: "Voglio vederlo nell'ultima ora..."
Paul non si nasconde: “Si parte sempre per vincere. Però…”
Una Liegi il francesino l’ha già vinta, sebbene fosse la gara Junior (era il 2024). Poco male: Seixas sa cosa l’aspetta sulle Ardenne e sa perfettamente cosa si aspettano da lui gli appassionati che l’hanno visto dominare prima all’Itzulia e poi sul Mur de Huy. “La vittoria di mercoledì mi ha dato un po’ di quella fiducia necessaria per provare a impensierire i big che saranno della partita, ma chiaramente per me sarà una gara totalmente diversa e so che l’asticella si alzerà, e pure tanto”, ha spiegato ai giornalisti francesi.
“Pogacar gare come queste se le divora come un cannibale, Evenepoel vuole dimostrare di essere in grado di batterlo, quindi mi aspetto una battaglia durissima. Ma la verità è che a guardarle da fuori le gare non sono come si dimostrano poi per chi le vive sulla strada. Insomma, qualcuno poteva dire che era facile vincere la Freccia perché non c’erano Pogacar ed Evenepoel, ma in gara sono successe un mare di cose e non è stato per niente facile tenere la barra dritta.
Nel World Tour il livello di competizione è altissimo e non ci sono solo quei due da tenere d’occhio, ma tanti altri corridori. Avevamo un piano alla mattina, poi le cose sono andate diametralmente all’opposto, ma il risultato finale è arrivato lo stesso e questo mi ha reso felice, anche se non ho ancora realizzato cosa ho fatto, perché non ne ho avuto il tempo. E comunque io quando attacco il numero lo faccio pensando di poter vincere: essere giovane non deve essere un alibi”.
Pogacar vuole fare 13 e dopo la Liegi si sposterà al Romandia
Seixas a parole (e non solo) dimostra ben più dei 19 anni e 210 giorni che porta sulle spalle. Pogacar se n’è accorto subito e domani c’è da credere che lo tratterà con le dovute cautela. Ma è chiaro che l’uomo da battere resta lui, forte anche di una squadra che si presenterà con tante carte da giocare, qualora dovesse andare storta la più illustre di tutte. “Cosnefroy ha fatto molto bene all’Amstel e alla Freccia, è in un gran bel momento di forma e questo ci potrà tornare utile. In generale sono nelle condizioni di poter ambire a far bene, ma come ha dimostrato la Roubaix, tutte le gare hanno un loro sviluppo e vanno comunque interpretate nella giusta maniera”.
Pogacar peraltro dopo la Liegi (dove insegue la Monumento numero 13 in carriera, nonché la quarta vittoria personale) andrà a disputare la prima corsa a tappe della stagione. “Abbiamo inserito il Romandia nel programma e sono davvero contento, perché è una sfida nuova per me e sono sicuro che ci sarà tanto da imparare”. Un Romandia che ha perso i pezzi (appena 15 squadre parteciperanno per un totale di 105 corridori), complice la vicinanza col Giro d’Italia che ha “costretto” diversi team a scegliere di rinunciare alla corsa svizzera per trasferirsi in Bulgaria in anticipo per la grande partenza del Giro. Almeno però la presenza di Pogacar nobiliterà la storica corsa che precede quella rosa.
Evenepoel “avvisa” Seixas: “Voglio vederlo nell’ultima ora…”
Tornando alla Liegi, Evenepoel ha parlato di Seixas e delle prospettive reali di vittoria del francese. “Credo che soffrirà nell’ultima ora di gara, perché in una corsa di 260 chilometri se non si è abituati a certe distanze ci può stare di faticare. Detto ciò, massimo rispetto per lui: è da annoverare nella cinquina di favoriti per la vittoria. Io mi sento in ottime condizioni, sicuramente sto meglio rispetto a un anno fa. Affrontare Pogacar è sempre complicato, perché lui tende a vincere quasi tutte le gare dove si presenta, ma sono convinto di potermela giocare alla pari”.
Nella cinquina Remco magari avrà inserito pure Mattias Skjelmose e Tom Pidcock, oppure Lenny Martinez e Romain Gregoire, che sono corridori in grado di poter dire la loro per un piazzamento in top ten. E occhio anche a Ben Tulett, ottimo secondo alla Freccia.
Per gli italiani, come sempre, gloria solo riflessa: c’è Giulio Ciccone, c’è Antonio Tiberi, ci sono pure Andrea Vendrame, Christian Scaroni, Filippo Zana e Marco Frigo, ma oggettivamente per giocarsi la vittoria non c’è realmente nessuno.