L’Europarlamento chiede una legge Ue sullo stupro basata su assenza di consenso. La destra italiana si spacca
- Postato il 28 aprile 2026
- Diritti
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il Parlamento europeo approva una risoluzione che richiede l'armonizzazione della legislazione europea sulla violenza sessuale, adottando il criterio del consenso consapevole come elemento centrale nella definizione di stupro. La votazione, con 447 voti favorevoli, rispecchia l'allineamento con la Convenzione di Istanbul, generando però divisioni significative all'interno della destra italiana sulla questione della tutela delle vittime e della definizione legale del reato.
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Il Parlamento europeo chiede di inserire nella normativa Ue la definizione di stupro basata sull’assenza di consenso, come previsto dalla convenzione di Istanbul. La risoluzione è stata approvata con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni: il via libera è stato accolto da un applauso dell’Aula. Un’approvazione che va nella direzione opposta rispetto a quanto succede in Italia, dove il ddl che avrebbe dovuto inserire il concetto di “consenso” è stato stravolto dalla relatrice leghista Giulia Bongiorno che ha preferito parlare invece di “dissenso”.
E non a caso il fronte italiano si è diviso anche a Strasburgo: si sono espressi a favore Pd, M5s e Avs, mentre la destra è andata in ordine sparso con il voto contrario di Fdi, l’astensione della Lega e la spaccatura di Forza Italia (a favore De Meo, Falcone, Martusciello, Moratti, Tosi; contrario Salini; astenuto Casa). E ora le opposizioni chiedono un cambio di passo anche nel nostro Paese: “I partiti di destra”, ha dichiarato la 5 stelle Carolina Morace, “hanno perso l’occasione di dimostrare di essere forze politiche al passo con i tempi e in linea con il sentire della stragrande maggioranza dei cittadini. L’Italia si adegui, ma soprattutto la Commissione europea intervenga”. Per le deputate M5s in commissione Femminicidio “è inaccettabile che, mentre l’Europa chiede standard chiari e centrati sulla vittima, in Italia si registrino ancora ritardi e incertezze”. Stessa linea anche per le colleghe Pd: “Dall’Ue un segno di civiltà. Ricordiamo a tal proposito che in Senato è fermo il ddl sul consenso già approvato all’unanimità dalla Camera, fermato all’ultimo miglio dalla maggioranza”. Un testo che, il 25 novembre scorso, aspettava l’ultima approvazione con il sostegno della stessa Giorgia Meloni e che, invece, è stato bloccato dalla Lega.
Cosa contiene il testo
Il testo, elaborato dalle commissioni Libertà civili e Diritti delle donne all’Eurocamera, porta la firma di due eurodeputate socialiste, la svedese Evin Incir e la polacca Joanna Scheuring-Wielgus. Innanzitutto, si chiede alla Commissione europea una nuova normativa complementare alla direttiva Ue del 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e quella domestica, inserendo appunto anche la definizione di stupro basato sull’assenza di consenso. All’interno si invitano i Paesi Ue che si basano ancora su definizioni fondate su forza o violenza ad allineare le proprie legislazioni agli standard internazionali. Chiedono inoltre un sostegno e una protezione adeguati per vittime e sopravvissuti in tutta l’Ue.
Il Parlamento chiarisce che il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un “no”, un consenso precedente o la condotta sessuale passata – così come qualsiasi relazione attuale o pregressa – non possono essere interpretati come consenso. I deputati sottolineano che il consenso va valutato nel contesto, anche nei casi segnati da violenza, minacce, abuso di potere, intimidazione o condizioni di vulnerabilità, come perdita di coscienza, intossicazione, sottomissione chimica, sonno, malattia, disabilità o lesioni. Le risposte traumatiche, come l’immobilità temporanea o la compiacenza, devono essere prese in considerazione sia nella legislazione sia nella pratica giudiziaria. L’Eurocamera ribadisce inoltre la richiesta di includere la violenza di genere tra i reati europei.
I deputati chiedono un approccio centrato sulla vittima, che includa assistenza medica immediata, cure per la salute sessuale e riproduttiva – compreso l’accesso a un aborto sicuro e legale – supporto psicologico, trattamento del trauma e assistenza legale. Tra le misure proposte figurano anche servizi specialistici gratuiti, come centri di emergenza attivi 24 ore su 24 con supporto medico, psicologico e giuridico. Tra le richieste anche una formazione obbligatoria, regolare e mirata per tutti i professionisti che possono entrare in contatto con le vittime – dalle forze dell’ordine ai magistrati, dagli operatori sanitari agli avvocati – insieme a linee guida europee sull’educazione alla sessualità e alle relazioni, campagne di sensibilizzazione su consenso e autonomia corporea e iniziative per contrastare i miti sullo stupro e la propaganda ‘incel’ online.
L’eurodeputata Joanna Scheuring-Wielgus ha ricordato le statistiche: “Una donna su tre in Ue ha subito violenza di genere. Una su venti è stata stuprata”, ha detto. “Grazie al coraggio di donne come Gisèle Pelicot, sta crescendo la richiesta di azione. Ma sappiamo che nelle nostre comunità ci sono innumerevoli vittime, molte delle quali non vedranno mai giustizia”. Per questo, è il messaggio della socialista, “il Parlamento chiede giustizia sollecitando la Commissione a presentare una proposta legislativa, per migliorare concretamente la situazione delle donne, superare norme obsolete e garantire lo stesso livello di protezione in tutta l’Ue”.
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