Lettera per Sofia Barberi
- Postato il 21 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Ciao Sofia,
ti scrivo queste poche righe per ringraziarti di averti conosciuta e di averti avuta come allieva.
Da studenti a volte si pensa che i prof dopo un po’ si dimentichino dei propri alunni, non è così, certamente non per te.
Ricordo benissimo i 3 anni trascorsi insieme, ricordo la tua bocciatura in quarta ad agosto, quanto ci rimanesti male e soprattutto come da lì riuscisti a ripartire, con orgoglio e impegno, per poi raggiungere il tuo meritatissimo diploma.
Ricordo come ti inseristi bene nella nuova classe, quella che alcuni definivano addirittura come “la peggiore dell’istituto” perché restia ad assecondare le assurde disposizioni del Governo in merito al distanziamento e alle mascherine. Io che ero il vostro coordinatore ero orgogliosissimo di voi, della vostra sana e adolescenziale disobbedienza, germe essenziale per una vita libera secondo Étienne De La Boétie.
Ricordo anche quando a un rientro pomeridiano rimaneste chiuse nell’ascensore, che non dovevate usare, e dovettero chiamare i pompieri per farvi uscire.
Ricordo benissimo il vostro anno in quinta, con la bellissima sorpresa che ci fece Martina e il mio stupore quando me lo diceste.
Siete stati un gruppo davvero fantastico, e il tuo sorriso è stato un elemento essenziale del viaggio di quella classe verso la maturità.
Ricordo le riflessioni in merito al tuo futuro, dall’impiego al Caf fino all’idea di indossare la divisa ed elevare contravvenzioni ai motociclisti come me.
Giusto pochi giorni fa una mia alunna mi ha portato i tuoi saluti, non sai che piacere mi abbiano fatto, grazie ancora di tutto Sofia, sono certo che ci rivedremo.
Il Prof.