Leo Fabbri ha scacciato i fantasmi nella notte delle stelle cadenti: bis Europeo e festa doppia con Weir argento
- Postato il 10 agosto 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
La prima freccia tricolore è andata a bersaglio: Leonardo Fabbri stavolta non ha steccato e ha ribadito al continente (ma si potrebbe aggiungere al mondo intero) che in questa estate 2026 non ce n’è per nessuno. Un oro atteso, voluto, cercato e strameritato, quello del pesista fiorentino: 22,31 al terzo tentativo e nessuno ha potuto avanzare alcunché per impedire a Leo di mettersi la medaglia d’oro al collo, bissando quanto fatto mirabilmente due anni fa a Roma (allora la misura fu 22,45, record dei campionati Europei). Ma la festa azzurra non s’è fermata a Fabbri: un redivivo Zane Weir ha ottenuto un argento di valore assoluto, unico altro atleta capace di lanciare oltre i 21 metri (21.12). Nick Ponzio ha chiuso sesto, a soli 21 centimetri dal bronzo, dopo aver pregustato il podio almeno fino a metà gara. Insomma, un dominio a tinte azzurre.
- Fabbri di un altro pianeta: ora testa a Pechino e LA
- Fabbri felicità: "Stavolta me la sono goduta tutta"
Fabbri di un altro pianeta: ora testa a Pechino e LA
E dire che alla vigilia era stato proprio Fabbri a indicare come sogno desiderabile “un podio tutto tricolore”. Una profezia che non s’è avverata per poco: dopo i primi tre lanci l’Italia aveva monopolizzato il podio, poi Ponzio non ha trovato il modo di migliorare il 20.76 col quale aveva aperto la serata. Lo svedese Petterson all’ultimo lancio ha arpionato il bronzo con 20.97, ma la prova degli azzurri è stata eccezionale.
Soprattutto quella di Fabbri, che ha chiuso le ostilità dopo tre lanci e poi ha provato a superare se stesso, collezionando tre nulli che pure non hanno fatto male. “Sapevo di essere l’uomo da battere e non vedevo l’ora di andare in pedana. Dopo i test dei giorni scorsi mi ero reso conto che era davvero perfetta e sapevo che poteva uscire fuori una misura importante”. A Eugene un mese fa aveva lanciato 22.74, ma senza la pressione degli americani sul collo era abbastanza scontato pensare che sopra i 22 metri sarebbe stato oro senza colpo ferire.
Un trionfo che certifica lo status di grande tra i grandi di Fabbri, che tra un anno a Pechino proverà a sfatare il tabù che lo ha visto sempre giù dal primo gradino del podio negli appuntamenti iridati (argento a Budapest 2023, bronzo a Tokyo 2025). Anche se nella sua testa tutto questo servirà per arrivare a Los Angeles 2028 e puntare al bersaglio grosso in casa dei fortissimi statunitensi.
Fabbri felicità: “Stavolta me la sono goduta tutta”
Al termine di una serata praticamente perfetta, Fabbri non ha potuto nascondere tutta la gioia per il secondo oro continentale conquistato in carriera. “Si, stavolta sono veramente felice e ammetto che me la sono goduta tutta.
La mia è stata una gara in crescendo, poi ho perso un po’ il ritmo dopo il terzo lancio, ma l’ho vissuta col sorriso e mi sono divertito veramente tanto. Tra l’altro è stato bellissimo condividere il podio con Zane, mio compagno di allenamenti e atleta che stimo tantissimo. Ce la meritiamo tutta, e come noi il nostro coach Paolo Dal Soglio”.