Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Legge elettorale, maggioranza sotto. In Lega e Forza Italia caccia alle franche tiratrici

  • Postato il 15 luglio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

La coalizione di centrodestra affronta una crisi interna dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze nella riforma elettorale. Il capogruppo leghista Molinari identifica circa 31 franchi tiratori tra i deputati della maggioranza, escludendo la Lega da responsabilità. Sospetti ricadono anche su Futuro Nazionale, che si difende esibendo video del voto in Aula. L'episodio evidenzia le fragilità della coalizione governativa e le tensioni nella compattezza parlamentare.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Legge elettorale, maggioranza sotto. In Lega e Forza Italia caccia alle franche tiratrici
Legge elettorale, maggioranza sotto. In Lega e Forza Italia caccia alle franche tiratrici

Il primo a fare di conto è Riccardo Molinari, il capogruppo della Lega a Montecitorio: «Secondo il calcolo che abbiamo fatto noi, i franchi tiratori sono stati circa 31.
Nessun franco tiratore c’è stato nella Lega».

Il tabellone dell’emiciclo della Camera ha da poco dato conto del voto con il quale l’Aula ha respinto l’emendamento della maggioranza sull’introduzione delle preferenze nella legge elettorale e nel centrodestra è già partita la caccia a chi sono, e a chi appartengono, i voti che sono mancati. Molinari, ad esempio, diffida di tutti, anche dei deputati di Futuro Nazionale: «Bisogna sempre vedere se gli otto deputati vannacciani hanno votato come hanno dichiarato». Il partito di Vannacci ha la risposta pronta: un video girato in Aula a testimonianza del via libera che viene mostrato all’occorrenza in Transatlantico.

Al numero diffuso da Molinari nella maggioranza ci arrivano confrontando i numeri che hanno mandato sotto il governo con quelli immediatamente precedenti. Per esempio: le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni - il primo voto in Aula - sono state bocciate con 214 “no” da parte della maggioranza. Maggioranza che, con gli stessi identici numeri, ha detto “no” anche al primo voto segreto su un emendamento soppressivo a prima firma Pd.

Nei capannelli che si riuniscono in Transatlantico, i partiti azionisti di governo fuori dall’ufficialità - si rimpallano le responsabilità, ma c’è una riflessione che accomuna diverse ricostruzioni: una protesta sotterranea e trasversale delle donne di centrodestra contro la mancata garanzia della parità di genere potrebbe aver fatto saltare il banco. E, anche in questo caso, i numeri possono dare un indirizzo.

A scrutinio segreto il primo subemendamento del centrosinistra che chiedeva che «i candidati capilista» non potessero «essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale» è stato bocciato con un numero più basso di “no”: 207 a fronte di 155 “sì”.

Un altro capitolo riguarda i deputati assenti al momento dell’esame dell’emendamento. Sono quattro i deputati della Lega e due quelli di Forza Italia che non hanno partecipato al voto. Tutti presenti i deputati di Fratelli d’Italia: su 116 componenti, 111 hanno votato, 5 erano in missione, tra loro la premier Giorgia Meloni. Tutti presenti nel gruppo di Noi Moderati. In Futuro Nazionale, che ha annunciato il voto favorevole all’emendamento, degli 8 deputati mancava Rossano Sasso.

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti