Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Legge elettorale, centrodestra unito su preferenze ma resta il nodo ballottaggio

  • Postato il 2 settembre 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 8 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Legge elettorale, centrodestra unito su preferenze ma resta il nodo ballottaggio
Legge elettorale, centrodestra unito su preferenze ma resta il nodo ballottaggio

AGI - Alla fine l'emendamento sul ballottaggio è uno solo. Lo presenta, come preannunciato, il senatore di FdI Marcello Pera. Il testo viene depositato direttamente per l'Aula, visto che ormai è dato per scontato che la partita sulle modifiche alla legge elettorale si giocherà direttamente in Assemblea, dove la riforma approderà il 9 settembre per poi essere approvata il 15. Una scelta dettata anche dalla necessità di dare più tempo agli alleati di decidere il da farsi ed evitare quindi che il governo sia costretto a esprimere il parere già in questa prima fase in sede di votazione degli emendamenti in commissione.

Forza Italia, invece, ci ripensa e decide di non presentare emendamenti autonomi, ma lascia aperta la porta a un confronto nel merito con gli alleati. "Su una materia cosi' delicata e strategica è necessario privilegiare il dialogo, la coesione della coalizione e la ricerca di soluzioni condivise", spiega la capogruppo Stefania Craxi.

È noto infatti che la Lega è contraria al secondo turno, linea ribadita anche in occasione dell'ultimo confronto tra leader. Eppure gli azzurri non ci mettono una definitiva pietra sopra e si dicono disponibili "a valutare nell'iter parlamentare ogni proposta utile a rafforzare la rappresentatività, la stabilità e la governabilità, nel pieno rispetto della volontà espressa dagli elettori", sottolinea Craxi.

Legge elettorale, il fronte delle preferenze

Per FdI, viene spiegato, non si tratta di una battaglia da portare avanti a tutti i costi. Si valuteranno ancora i pro e i contro, soprattutto tecnici, legati a troppe variabili connesse al sistema bicamerale, ma anche politici, con il rischio di spaccare la coalizione. Intanto però la questione non viene scartata a priori, prova ne è anche il testo sulle preferenze, in cui viene eliminato l'obbligo di un solo turno per la Camera, così come non viene affatto escluso che l'emendamento al momento opportuno possa essere ritirato.

La maggioranza, invece, si presenta compatta all'appuntamento sugli emendamenti mantenendo fede all'intesa raggiunta prima della pausa estiva sulle preferenze: tutti i partiti del centrodestra sottoscrivono e presentano al Senato un testo che ricalca quello bocciato con voto segreto alla Camera, e sottoscritto in quel passaggio solo da FdI e Noi moderati. Ma restano i capilista bloccati e, al momento, senza che per loro valga l'obbligo di alternanza di genere, che invece viene prevista nelle tre preferenze che si possono dare. Anche su questo punto si potrebbe riaprire una riflessione, alla luce dei malumori delle parlamentari donne.

Gli altri emendamenti unitari del centrodestra

In tutto sono tre gli emendamenti unitari del centrodestra sulla legge elettorale: oltre alle preferenze c'è una norma tecnica che interviene nel caso in cui alla coalizione o alla lista cui è stato attribuito il premio di governabilità risultino assegnati più di 113 seggi al Senato. Infine, l'ultimo emendamento targato centrodestra ridefinisce i collegi di Bolzano, Merano e Bressanone. Nessun emendamento unitario, ma solo singole proposte di modifica, sulla cosiddetta norma "anti-cespugli", introdotta da un emendamento approvato alla Camera a firma FI.

Gli emendamenti, nessuno da parte di senatori azzurri, prevedono l'abolizione tout court dell'articolo con il ritorno all'esclusione dal calcolo per la cifra elettorale nazionale dei soli voti dei partiti o liste sotto all'1%, e uno a firma FdI che prevede di abbassare la soglia di esclusione dal 3 al 2%.

Il nodo del ballottaggio

A meno di 10 giorni dall'avvio dell'esame in Aula resta dunque da sciogliere il nodo sul ballottaggio. Permangono sul tema le perplessità anche all'interno del partito di maggioranza relativa e la premier avrebbe, viene spiegato, dato il via libera alla presentazione dell'emendamento senza tuttavia farne un tema dirimente. "C'e' attenzione ma non c'e' a oggi una decisione presa. Vedremo, ci rifletteremo", spiega il presidente della commissione Andrea De Priamo di FdI. Il testo prevede che scatti il ballottaggio nel caso in cui nessun partito o coalizione ottenga almeno il 48% dei voti in entrambe le Camere, ma purché le prime due coalizioni siano entrambe sopra il 38%. Se invece a incassare il 38% è una sola coalizione, sempre in entrambi i rami del Parlamento, e la seconda coalizione non ha superato la soglia del 38%, il premio di maggioranza viene attribuito direttamente al primo turno alla coalizione più votata, a condizione che essa abbia ottenuto più del 42% in entrambe le Camere.

Le reazioni delle opposizioni

Durissima la segretaria del Pd Elly Schlein: "Hanno deciso di fare una mossa disperata che renderebbe questa pessima legge ancor più incostituzionale. È vergognoso questo atteggiamento. Con le altre opposizioni faremo muro", preannuncia. Tra gli emendamenti unitari delle opposizioni ci sono anche "preferenze vere", stop all'indicazione del candidato premier, no liste bloccate, parità di genere e innalzamento al 45% della soglia per il premio. E se il centrodestra con il ballottaggio punta a "disinnescare" il "peso" di Vannacci, Futuro Nazionale avverte: "I voti non appartengono ai partiti e non sono pacchi da trasferire da una coalizione all'altra".

Continua a leggere...

Autore
Agi.it

Potrebbero anche piacerti