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Legge 104, più familiari possono chiedere i permessi per la stessa persona: cosa succede ai 3 giorni mensili

  • Postato il 21 settembre 2026
  • Di Panorama
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Legge 104, più familiari possono chiedere i permessi per la stessa persona: cosa succede ai 3 giorni mensili

Tre giorni di permesso al mese per assistere un familiare con disabilità grave, ma cosa succede quando a occuparsi della stessa persona sono più lavoratori? Possono assentarsi entrambi dal lavoro, dividere le giornate a disposizione oppure ciascuno ha diritto a tre giorni indipendenti? A chiarire uno dei dubbi più frequenti legati alla Legge 104 è l’INPS, che con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026 interviene sulle regole da rispettare quando l’assistenza viene condivisa tra più familiari, precisando anche quali conseguenze possono derivare dal superamento del limite mensile previsto dalla normativa.

La possibilità di condividere l’assistenza rappresenta un’importante opportunità per le famiglie che devono conciliare gli impegni professionali con le necessità di un parente con disabilità, soprattutto quando le esigenze di cura richiedono la presenza di più persone nell’arco della settimana. La normativa consente infatti a più lavoratori di ottenere l’autorizzazione a usufruire dei permessi per assistere lo stesso familiare, ma la presenza di più beneficiari non determina automaticamente un aumento delle giornate disponibili, che devono essere organizzate nel rispetto delle condizioni stabilite dalla legge.

Legge 104, come funzionano i permessi quando più familiari assistono la stessa persona

La possibilità di dividere i permessi tra più lavoratori è stata introdotta dal decreto legislativo 105 del 2022, che ha eliminato il principio del cosiddetto referente unico dell’assistenza, in base al quale, salvo alcune eccezioni, soltanto un dipendente poteva ottenere l’autorizzazione ad assentarsi dal lavoro per assistere una determinata persona con disabilità grave. Dal 13 agosto 2022, invece, il diritto può essere riconosciuto a più familiari aventi i requisiti previsti dalla legge, consentendo loro di alternarsi nell’assistenza e di distribuire le assenze in base alle necessità della persona assistita e ai rispettivi impegni professionali.

Il cambiamento non ha però modificato il numero massimo di giornate disponibili: i tre giorni mensili di permesso retribuito restano complessivi per la stessa persona assistita e non possono essere moltiplicati per il numero dei familiari autorizzati. Questo significa che, se due figli lavoratori ottengono entrambi il riconoscimento del beneficio per assistere un genitore con disabilità grave, non avranno a disposizione tre giorni ciascuno, per un totale di sei, ma dovranno suddividersi le tre giornate previste dalla normativa.

La distribuzione può essere organizzata in base alle esigenze familiari, prevedendo, per esempio, che un figlio utilizzi due giorni di permesso e l’altro il terzo, oppure che le giornate vengano ripartite secondo una diversa programmazione concordata tra gli aventi diritto. La stessa regola si applica quando i permessi vengono frazionati in ore, una possibilità riconosciuta dalla Legge 104 che consente di assentarsi dal lavoro per una parte della giornata anziché utilizzare necessariamente un permesso giornaliero completo.

L’aspetto sul quale insiste l’INPS è che l’autorizzazione concessa a ciascun lavoratore non costituisce un diritto autonomo a ulteriori tre giornate, ma permette di partecipare alla gestione di un unico monte complessivo di permessi riferito alla persona con disabilità, che deve essere rispettato anche quando i beneficiari lavorano per aziende differenti e hanno esigenze organizzative diverse.

Cosa succede se si superano i tre giorni di permesso mensili

La circolare INPS del 18 settembre 2026 chiarisce anche un aspetto particolarmente importante per chi condivide l’assistenza con altri familiari: le conseguenze del superamento dei tre giorni mensili, una situazione che può verificarsi quando i lavoratori autorizzati non si coordinano correttamente oppure utilizzano i permessi senza tenere conto delle giornate già richieste dagli altri beneficiari.

Secondo l’Istituto, il superamento del limite costituisce una violazione delle disposizioni di legge e comporta il recupero delle somme indebitamente corrisposte per i permessi utilizzati oltre il massimo consentito. Per individuare il lavoratore nei confronti del quale effettuare il recupero viene applicato il principio della priorità temporale, in base al quale le prime tre giornate regolarmente utilizzate esauriscono il diritto mensile per tutti i familiari autorizzati, mentre quelle successive non possono essere riconosciute come permessi retribuiti ai sensi della Legge 104.

Per chiarire il funzionamento della regola, l’INPS presenta il caso di due lavoratori autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità, dei quali il primo utilizza un giorno di permesso il 5 marzo e un secondo giorno il 18 marzo, mentre l’altro si assenta dal lavoro il 25 e il 30 marzo. Poiché il limite complessivo delle tre giornate viene raggiunto il 25 marzo, il permesso utilizzato il 30 risulta indebito e il relativo recupero viene effettuato nei confronti del secondo lavoratore, che ha usufruito della giornata quando il diritto mensile era già stato esaurito.

La responsabilità del superamento del limite ricade quindi, ai fini del recupero dell’indebito, sul lavoratore che utilizza i permessi oltre le tre giornate complessive, anche se risulta regolarmente autorizzato dall’INPS e anche se gli altri familiari hanno già beneficiato di una parte delle giornate disponibili.

Due familiari possono utilizzare i permessi della Legge 104 nello stesso giorno?

Un ulteriore chiarimento riguarda la possibilità che due lavoratori autorizzati ad assistere la stessa persona utilizzino contemporaneamente i permessi retribuiti, una situazione che potrebbe verificarsi, per esempio, quando entrambi intendono accompagnare il familiare a una visita medica oppure devono occuparsi di esigenze assistenziali nella medesima giornata.

La normativa prevede che i permessi vengano utilizzati alternativamente tra gli aventi diritto e, di conseguenza, non consente a più lavoratori di beneficiare contemporaneamente delle giornate o delle ore di assenza retribuita per assistere la stessa persona. La nuova circolare stabilisce inoltre come deve essere effettuato il recupero delle somme quando questa condizione non viene rispettata, distinguendo il caso della fruizione contemporanea da quello del semplice superamento del numero massimo di giornate mensili.

Quando due lavoratori utilizzano i permessi nello stesso giorno o nelle medesime ore, infatti, non è possibile applicare il principio della priorità temporale, perché entrambi hanno esercitato il beneficio contemporaneamente. L’INPS dispone pertanto che l’indebito venga ripartito in parti uguali tra i lavoratori coinvolti, prevedendo il recupero della quota corrispondente nei confronti di ciascuno.

Nell’esempio riportato dall’Istituto, se due familiari utilizzano contemporaneamente una giornata di permesso per assistere la stessa persona, la giornata fruita da entrambi risulta indebita per il 50% a carico del primo lavoratore e per il restante 50% a carico del secondo, con un recupero calcolato tenendo conto dell’orario lavorativo previsto per ciascuno. Una precisazione che interessa non soltanto le famiglie, ma anche gli uffici del personale e i datori di lavoro chiamati a gestire le assenze dei dipendenti che usufruiscono dei benefici previsti dalla Legge 104.

Come richiedere i permessi e organizzare l’assistenza tra più familiari

Per ottenere il riconoscimento dei permessi, ciascun lavoratore avente diritto deve presentare la propria domanda all’INPS, indicando la persona con disabilità alla quale intende prestare assistenza e rispettando i requisiti previsti dalla normativa. Il beneficio può essere riconosciuto, tra gli altri, ai genitori, al coniuge, alla parte dell’unione civile, al convivente di fatto e ai parenti o affini entro i gradi stabiliti dalla legge, purché sussistano le condizioni richieste per l’accesso ai permessi retribuiti.

La circolare INPS n. 39 del 4 aprile 2023 precisa inoltre che ogni richiedente deve allegare alla domanda la dichiarazione della persona con disabilità che indica l’intenzione di farsi assistere dal lavoratore interessato, mentre il provvedimento di autorizzazione specifica che il beneficio può essere utilizzato soltanto nel rispetto del limite mensile complessivo e secondo il principio dell’alternanza tra tutti gli aventi diritto.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, diventa quindi necessario che i familiari concordino preventivamente la distribuzione delle assenze, tenendo conto non soltanto delle proprie necessità lavorative, ma anche delle eventuali giornate o ore di permesso già utilizzate dagli altri beneficiari nel corso dello stesso mese. La pianificazione assume particolare importanza quando i lavoratori sono impiegati presso aziende differenti, poiché l’autorizzazione individuale non modifica il limite complessivo previsto per l’assistenza alla medesima persona.

La possibilità di condividere i permessi resta dunque confermata, ma i chiarimenti dell’INPS rendono particolarmente importante il coordinamento tra i familiari: chi assiste la stessa persona con disabilità può alternarsi nell’utilizzo delle tre giornate mensili, evitando però di superare il limite previsto o di beneficiare contemporaneamente delle medesime ore di permesso, situazioni per le quali l’Istituto ha ora precisato le modalità di recupero delle somme indebitamente percepite.

Autore
Panorama

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