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LeBron va a Philadelphia: i Sixers passano all'incasso e confezionano un capolavoro dopo la trade per Jaylen Brown

  • Postato il 24 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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LeBron va a Philadelphia: i Sixers passano all'incasso e confezionano un capolavoro dopo la trade per Jaylen Brown

La città dell’amore fraterno ha accolto il giocatore più desiderato dell’universo NBA: saranno i Philadelphia Sixers l’ultima squadra della carriera di LeBron James, che dopo giorni di sapiente attesa ha deciso di rompere gli indugi e far sapere al mondo intero di aver scelto la franchigia della Pennsylvania per provare a dare la caccia a un ultimo anello. Facile comprendere perché: Phila è probabilmente uno dei roster più “pronti” nei quali sarebbe potuto approdare in questo momento della sua carriera. Con la trade che ha portato Jaylen Brown alla corte di Nick Nurse rivelatasi decisiva per convincere l’ex Lakers a unirsi al gruppo.

Phila adesso è davvero da titolo (se Embiid starà bene…)

Qualcuno tra le righe aveva letto nell’operazione che aveva portato l’MVP delle Finals 2024 da Boston a Philadelphia un messaggio “in codice” per la lega. Perché i Sixers da sempre erano consapevoli di poter diventare una destinazione gradita a LeBron: il roster a disposizione di Nurse è di valore assoluto e con il quasi 42enne di Akron lo diventa una volta di più, sebbene l’incognita maggiore sarà rappresentata al solito dalle condizioni fisiche di Joel Embiid, il centro di origini camerunensi che un anello lo insegue da una vita, ma che non è mai riuscito ad annusare neppure l’odore di una serie di finale.

Già con l’arrivo di Brown l’ottimismo era tornato dilagante in casa Phila, adesso lo diventa ancora di più, pensando comunque al valore e alle qualità indiscusse di James, uno che è sembrato letteralmente voler fermare le lancette (le due in maglia Sixers saranno le stagioni numero 24 e 25 della carriera: mai nessuno come lui in NBA). Nurse comporrà uno starting five potenzialmente da titolo, aggiungendo ai già citati Brown, James ed Embiid anche il play Tyrese Maxey e la guardia VG Edgecombe. Se tutti integri fisicamente, a Est (ma forse anche Ovest) diventerebbero favoriti all’istante.

Le parole di LeBron: “Ho ancora molto da dare…”

LeBron ha motivato la scelta di unirsi ai Sixers con la necessità di placare la sua voglia di essere ancora competitivo. “Al termine della stagione pensavo realmente di aver concluso la mia carriera”, ha ammesso sui suoi profili social. Non ero ancora pronto per annunciarlo, e sapevo anche di necessitare di un po’ di tempo per decidere davvero cosa fare, ma ero abbastanza sicuro che avevo già giocato la mia ultima partita. Nella conferenza stampa successiva all’eliminazione dai play-off ero stato sincero nel dire che avevo bisogno di guardarmi dentro e decidere se amavo ancora questo gioco.

In queste ultime settimane ho capito di amarlo ancora tanto e di avere ancora molto da dare. Ho avuto persone speciali accanto in questo tempo che mi hanno aiutato a decidere cosa fare. Questa è la mia ultima decisione: non vado per soldi, non vado per la famiglia, ma vado perché voglio ancora sacrificarmi, lavorare, macinare, competere, vincere e avere la possibilità di provare di nuovo la sensazione di mettere un altro anello al dito.

Credo di poter aiutare Philadelphia a diventare una squadra da titolo e sono così entusiasta di stimolare una nuova tifoseria e questo incredibile viaggio un’ultima volta”. Poi il saluto alle “sue” piazze storiche: “Grazie LA. Amerò per sempre Miami e il nord-est dell’Ohio sarà sempre casa!”.

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Cavs e Heat delusi: quanto ha inciso il fattore Gansey

Le grandi sconfitte di questa terza e ultima “decision” della carriera di LeBron James sono dunque i Cleveland Cavaliers, che sognavano un nostalgico ritorno a casa per chiudere dove tutto era cominciato 23 anni fa, ma soprattutto i Miami Heat, che con la trade che aveva portato in Florida Giannis Antetokounmpo pensavano di aver ormai le carte in regola per convincere James a tornare alle dipendenza di Spoelstra. Le opzioni Wolves e Warriors erano (per tante ragioni) assai più improbabili, mentre i Knicks erano stati scartati a priori dopo aver vinto l’anello un mese fa, altrimenti (parole di Rich Paul, agente di LeBron) sarebbero stati probabilmente i veri favoriti nella corsa per accaparrarsi il 23 del nuovo millennio.

Che a Phila è approdato anche per merito dei rapporti con Mike Gansey, da qualche mese nominato GM dei Sixers, con un passato nel front office dei Cavaliers ma anche con trascorsi liceali di un certo livello, tanto che con LeBron la conoscenza risale agli anni dell’adolescenza (erano avversari nei tornei regionali dell’Ohio).

I Sixers diventano così una contender assoluta: dopo il capolavoro che ha portato Brown (ceduto per il “vecchio” Paul George e pochi asset), l’aggiunta di James completa praticamente il mosaico, pensando poi alla profondità di un roster che ha diverse opzioni interessanti in uscita dalla panchina, anche se forse un paio di innesti andranno ancora fatti. Perché ora che il Re s’è seduto al tavolo, nulla può essere lasciato al caso. E dopo 44 anni di attesa la città freme all’idea di tornare a vincere un titolo e dare compimento a quel “Trust the process” sventolato da anni per rinverdire i fasti del passato.

Autore
Virgilio.it

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