Le lauree e i diplomi più richiesti nel 2026: le 10 regole per trovare lavoro
- Postato il 3 settembre 2026
- Di Panorama
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Generazione sintesi AI in corso…
Università, ITS o mondo del lavoro? Quali sono le lauree e i diplomi più richiesti? Tra falsi miti, la (presunta) concorrenza dell’IA e le reali richieste delle aziende, che spesso cercano personale senza trovarlo, esistono 10 «regole» per orientarsi, secondo una guida firmata da Skuola.net insieme a Unioncamere. I consigli si basano sui numeri del Sistema Informativo Excelsior e sulle parole di Riccardo Cuomo, dirigente dell’Area Politiche del Lavoro e Progetti Istituzionali per la Semplificazione di Unioncamere.
Lavoro dopo il diploma: 3,7 milioni di assunzioni previste in Italia
Il primo suggerimento è ragionare sui numeri prima di scegliere. Nei prossimi cinque anni le imprese italiane prevedono di assumere 3,7 milioni di persone, e oltre l’80% di questi posti nascerà per sostituire chi va in pensione, non per nuova crescita. È un ricambio generazionale enorme, che rischia di lasciare scoperti interi settori. Per orientarsi tra domanda e offerta, Unioncamere ha messo online la piattaforma Excelsiorienta, pensata proprio per incrociare le passioni con le reali richieste del mercato.
Le lauree più richieste nel 2026: dalle materie STEM alla sanità
Le facoltà che aprono più porte sono quelle delle STEM. Nei percorsi di Ingegneria, Informatica, Matematica e Fisica la difficoltà delle aziende nel trovare candidati supera spesso il 55%, il che significa che più di un’offerta su due rischia di rimanere senza risposta. Le figure più cercate sono progettisti, esperti di analisi dei dati e specialisti della sicurezza informatica. L’area Economico-Statistica resta in assoluto la più richiesta per ruoli come amministrazione, marketing, finanza e controllo di gestione. Crescono anche le opportunità in ambito Medico-Sanitario, dove servono medici, infermieri e professionisti della riabilitazione, e nel mondo dell’Insegnamento, destinato a un forte turnover nei prossimi anni. Un canale spesso sottovalutato, infine, è quello degli ITS Academy, i percorsi tecnici post-diploma di due o tre anni. Otto diplomati ITS su dieci trovano lavoro entro un anno dal titolo.
Diplomi più richiesti dalle aziende: meccatronica, elettrotecnica e turismo
Ma non serve per forza una laurea per trovare lavoro in fretta. Il mercato italiano, nei prossimi anni, assorbirà più diplomati che laureati, e i profili più difficili da reperire restano quelli tecnici: Meccanica e Meccatronica, cuore pulsante dell’industria nazionale, ed Elettronica-Elettrotecnica, fondamentali per l’automazione e gli impianti di nuova generazione. In alcuni comparti, come la meccatronica, la quota di posizioni che rischiano di restare scoperte tocca il 65-70% del totale. Sono molto richiesti anche i diplomati in Amministrazione, Finanza e Marketing, soprattutto per le piccole e medie imprese, insieme ai profili formati nel Turismo, nell’Enogastronomia e nell’Ospitalità, dove il personale qualificato manca. Molto ricercati, infine, anche i tecnici legati all’ICT, al digitale e alla transizione energetica, chiamati a gestire reti, cloud ed efficientamento delle abitazioni.
L’intelligenza artificiale toglierà lavoro? Ecco cosa dicono davvero i dati
Sul fronte intelligenza artificiale, la fotografia che emerge dai dati Excelsior ridimensiona molti allarmismi. Le aziende non la stanno adottando per tagliare personale, ma per aumentare la produttività in un Paese dove la forza lavoro si sta riducendo perché invecchia. Le competenze digitali, di base o avanzate, sono ormai richieste in quasi otto profili professionali su dieci e in settori come i servizi amministrativi, la logistica o lo sviluppo software, l’IA ha già cambiato profondamente il modo di lavorare.
Restano invece completamente salve dall’Intelligenza Artificiale le professioni che si basano su empatia, capacità relazionali e manualità fine: chi lavora nella cura della persona, dagli infermieri agli educatori, chi opera nell’artigianato di eccellenza legato al Made in Italy, come chef e sarti, e chi guida i processi di transizione ecologica nelle imprese. E non c’è solo il lavoro dipendente: ogni anno nascono migliaia di nuove imprese guidate da giovani under 35, soprattutto nel turismo esperienziale, nell’agricoltura di precisione e nelle startup legate al digitale.