Le lacrime di Messi e Ronaldo chiudono una rivalità storica: ha vinto Leo, ma per Cristiano c’è un’ultima speranza
- Postato il 8 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Le lacrime di Messi e Ronaldo, così simili eppure così diverse. In quelle di Leo c’è tutto: la tensione accumulata dopo il rigore fallito che avrebbe potuto costare l’eliminazione dell’Argentina contro l’Egitto, ma anche la consapevolezza di aver trascinato la Seleccion alla rimonta con l’assist per Romero e lo splendido gol del 2-2, preludio alla rete decisiva di Enzo Fernandez in pieno recupero. Sono lacrime di liberazione, di chi ha visto l’incubo materializzarsi e poi svanire nel giro di pochi minuti. Quelle di Cristiano, invece, esprimono tutt’altro. C’è l’amarezza per un ultimo Mondiale chiuso ben al di sotto delle aspettative, ma soprattutto la dolorosa presa di coscienza che nel calcio non esiste riconoscenza. A 41 anni – va riconosciuto – non è più il fuoriclasse che, insieme a Messi, ha alimentato la rivalità più iconica ed entusiasmante del calcio moderno. Eppure, durante la spedizione nordamericana del Portogallo, è stato vittima di attacchi feroci come se il fallimento della nazionale fosse soltanto responsabilità sua.
- Le lacrime di Messi e Ronaldo a confronto: ha vinto Leo
- Messi, Maradona e l'ammissione di Lautaro
- Ma per Ronaldo c’è ancora una speranza
Le lacrime di Messi e Ronaldo a confronto: ha vinto Leo
Per quasi vent’anni il calcio ha vissuto sospeso sulla stessa domanda: chi è il più forte tra Messi e Ronaldo? Trofei, record e gol – con CR7 ancora a caccia dei mille in carriera – contano fino a un certo punto. Perché poi entrano in gioco altri fattori: la capacità di emozionare, la leadership, la continuità, l’ambizione, il peso delle giocate nei momenti decisivi. La sfida per il Pallone d’Oro è stata la fotografia di una rivalità irripetibile, esplosa negli anni in cui indossavano le casacche di Barcellona e Real Madrid, un Clasico nel Clasico. Ma il Mondiale del 2026 ha scritto l’ultimo capitolo, spostando definitivamente l’ago della bilancia dalla parte dell’argentino. Oggi la domanda su chi sia stato il migliore tra i due ha perso gran parte del suo significato, quasi non interessa più a nessuno.
Messi, Maradona e l’ammissione di Lautaro
Il metro di paragone è cambiato. Messi è entrato nell’Olimpo dei giganti del calcio e il confronto che ormai monopolizza il dibattito è uno soltanto: quello con Diego Armando Maradona. Leo è davvero il più grande di tutti i tempi? Per Lautaro Martinez la risposta è sì. Altri continueranno a pensarla diversamente e il dibattito accompagnerà il calcio ancora per molti anni, almeno fino all’arrivo di un nuovo fenomeno capace di dividere il mondo come hanno fatto loro. È anche per questo che le lacrime dei due campioni hanno un significato così diverso. Cristiano lascia il Mondiale con il peso di un’eliminazione drammatica e di critiche sproporzionate per quanto fatto e dato. Messi, invece, piange di sollievo e di gioia dopo aver trascinato l’Argentina fuori dall’incubo contro l’Egitto. Leader della classifica marcatori nonostante due rigori falliti e favorito anche da un tabellone che sulla carta gli sorride, la Pulce vede sempre più vicino il sogno di difendere il titolo vinto quattro anni fa in Qatar.
Ma per Ronaldo c’è ancora una speranza
In Portogallo il fronte degli anti-Ronaldo è cresciuto vertiginosamente dopo l’eliminazione agli ottavi di finale per mano della Croazia di Modric. La leggenda di Madeira ha risposto alle critiche ricordando i traguardi conquistati con la maglia della nazionale e sottolineando il contrasto con un passato molto meno glorioso per il calcio lusitano. Ha confermato che quello disputato in Nord America è stato il suo ultimo Mondiale, ma non ha ancora annunciato l’addio alla rappresentativa del suo Paese.
In tal senso, la scelta della Federazione sembra lasciare aperta proprio questa possibilità: il successore di Roberto Martinez sarà infatti il 71enne Jorge Jesus. Una decisione tutt’altro che casuale, visto che il prossimo ct conosce molto bene Cristiano, avendolo allenato nell’ultima stagione all’Al Nassr, con cui il fuoriclasse portoghese ha conquistato il titolo in Arabia Saudita ai danni dell’Al Hilal di Simone Inzaghi. Per Ronaldo, dunque, c’è ancora una speranza, l’ultima speranza: gli Europei del 2028, palcoscenico ideale per cancellare il flop ai Mondiali e chiudere nel migliore dei modi la sua immensa carriera.