Le false foto osé che infangano Meloni
- Postato il 6 maggio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Le false foto osé che infangano Meloni
«Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore. Devo riconoscere che chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio. Ma resta il fatto che, pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa». Giorgia Meloni denuncia su Facebook la pubblicazione di fotografie generate con l’intelligenza artificiale che la ritraggono in sottoveste. La premier ha pubblicato anche un commento di un utente che la critica aspramente. «Che una presidente del Consiglio si presenti in queste condizioni è veramente vergognoso, indegna deln ruolo istituzionale che ricopre» scrive “Roberto”, non accorgendosi che si tratta di una foto tarocca, «ma lei non sa cos’è la vergogna».
Poi la premier lancia l’allarme: «Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque». Ma questa non è la prima volta che l’emergenza Intelligenza artificiale impatta sulla politica. E soprattutto non è la prima volta che a venire presa di mira sia la presidente del Consiglio.
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Lo scorso settembre fece scalpore, per la sua verosimiglianza, un video di Meloni che consigliava investimenti finanziari. La premier in studio da Francesco Giorgino a XXI Secolo, la sua voce ricostruita bene, quella del giornalista anche. Tutto perfetto, ma tutto falso. Anche allora si trattava di “deep fake”, e cioè i video truffa con immagini vere e voci ricostruite grazie all’intelligenza artificiale.
In quel filmato Meloni, a domanda di Giorgino, rispondeva: «Non cliccare su link sospetti, il link sotto questo video è ufficiale, e se lo utilizzi puoi davvero guadagnare. Il progetto è sostenuto dal governo italiano e dalla presidenza del Consiglio (...) Già oltre mille italiani stanno guadagnando più di 30 mila euro al mese». «La registrazione è aperta solo fino a stasera» dice ancora Meloni. Chi ha fabbricato il video introduce anche un sorriso, credibile, della premier: «Basta versare solo 250 euro. Io stessa sono coinvolta in questo progetto e questo mese ho guadagnato 40 mila euro. 30 mila euro è la somma minima che riceverai mensilmente. Inizia la tua nuova vita».
Qualche mese prima, invece, era stato il presidente della Repubblica, insieme a Meloni, a venire “ricostruito” tramite l’intelligenza artificiale per sponsorizzare investimenti in criptovalute. Non solo. A ottobre 2025 inizia a circolare un video in cui Meloni dichiara di fronte alle telecamere di aver eseguito gli ordini degli Stati Uniti, indebitando l’Italia fino al collo e finanziando Israele per «questa campagna di genocidio contro i palestinesi». Anche in quel caso, la clip, ampiamente condivisa su Facebook e altri social, era in realtà un falso generato con l’Intelligenza Artificiale.
L’allerta lanciata da Meloni, in ogni caso, non va sottovallutata. Anche perché, come riport La Stampa, un report appena pubblicato da NewsGuard, una società di analisi della disinformazione fondata da Steven Brill e Gordon Crovitz. Da gennaio 2026, i ricercatori Michele Calamaio e Giulia Pozzi hanno isolato quattro affermazioni false costruite per dipingere la premier come oppositrice di Trump. Già, perché la sosia digitale di Meloni ha fatto diverse affermazioni anti-americane. Una premier che minaccia di chiudere le basi Usa in Italia, sostiene il diritto di Teheran a bloccare Hormuz, rimprovera il presidente statunitense sull’arsenale nucleare.
Nessuna di queste dichiarazioni, però, è mai stata pronunciata.
Nel complesso, queste fake news hanno totalizzato 18 milioni di visualizzazioni su X e 1,6 milioni su TikTok al 30 aprile. Il fenomeno, secondo gli autori, sembra avere l’obiettivo di esagerare le tensioni fra Usa ed Europa, suggerendo persino che Meloni, politicamente vicina a Trump, si sia schierata contro di lui. Non solo. Dall’agosto 2025, i ricercatori hanno catalogato sedici dichiarazioni inventate attribuite a esponenti del governo italiano, per un totale di 29 milioni di visualizzazioni su X al 4 maggio. A diffonderle sono soprattutto account ostili all’Occidente, critici di Israele, filo-iraniani e filo-russi. Si tratta di profili che promuovono narrazioni anti-occidentali ma per i quali, precisano gli autori, NewsGuard non ha trovato prove di legami con campagne di influenza sponsorizzate da governi. L’operazione non sarebbe dunque condotta dagli Stati, ma da una serie di utenti, attivisti e propagandisti che, in modo autonomo, convergono sugli stessi obiettivi. Intanto, dall’Europarlamento, gli eurodeputati di Fdi annunciano la presentazione di una risoluzione contro i deep fake. «È un fenomeno grave e crescente, che altera la realtà e inganna i cittadini. Per questo, come gruppo Fdi al Parlamento europeo presentiamo una risoluzione per chiedere di bloccare i deepfake fatti con la Ia» dichiarano Carlo Fidanza, Capodelegazione di Fdi a Strasburgo, e Stefano Cavedagna, sempre di Fdi, Vicepresidente della Commissione sullo scudo europeo per la democrazia.