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Lazio, il no di Gattuso a Icardi e il precedente al Napoli: quando Ringhio rifiutò Ibrahimovic e perse la Champions 

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Lazio, il no di Gattuso a Icardi e il precedente al Napoli: quando Ringhio rifiutò Ibrahimovic e perse la Champions 

Mauro Icardi non tornerà in serie A per giocare nella Lazio: lo ha deciso Rino Gattuso, che ha bocciato l’idea della società di Claudio Lotito di ingaggiare l’ex centravanti di Inter, Psg e Galatasaray a parametro zero. Un rifiuto che ricorda quello di Ringhio a Zlatan Ibrahimovic ai tempi del Napoli: all’epoca non finì bene per i partenopei.

Lazio, Gattuso dice no a Icardi

Tramonta la possibilità di vedere Mauro Icardi con la maglia della Lazio. Secondo il Corriere dello Sport il club biancoceleste ha abbandonato l’idea di ingaggiare l’argentino a parametro zero, dopo la fine del suo contratto con il Galatasaray: a stoppare l’operazione è stato Rino Gattuso, secondo cui i biancocelesti non avrebbero bisogno di Icardi, 33 anni e 121 gol in 219 presenze in serie A con le maglie di Sampdoria e Inter.

Alla base della decisione di Gattuso ci sarebbe la volontà di puntare tutto su Andrea Pinamonti, attaccante arrivato dal Sassuolo e a cui Ringhio ha fatto spazio in rosa avallando le cessioni di Boulaye Dia e Ivan Ratkov.

I no di Gattuso: il precedente con Ibrahimovic al Napoli

Dietro al no di Gattuso, però, ci potrebbe essere altro, ovvero la volontà di proteggere lo spogliatoio biancoceleste e il nuovo progetto Lazio da una personalità strabordante come quella di Icardi. Già in passato, infatti, il tecnico prese una decisione simile: accadde al Napoli nel dicembre 2019, quando fu chiamato da Aurelio De Laurentiis a sostituire Carlo Ancelotti.

Prima dell’esonero di Ancelotti, infatti, ADL aveva già raggiunto l’accordo con Zlatan Ibrahimovic, che a 37 anni e al termine della sua esperienza con i Los Angeles Galaxy era pronto ad approdare in azzurro e sposare il progetto tecnico del suo ex allenatore al Psg. Come rivelato da De Laurentiis e dallo stesso Ibra, il cambio di allenatore mandò all’aria l’operazione: arrivato a Napoli, Gattuso affermò che gli azzurri avrebbero potuto fare a meno di Zlatan.

Perché Gattuso disse no a Ibrahimovic

Ringhio puntava infatti a restaurare il 4-3-3 sarriano mandato in soffitta da Ancelotti, sistema di gioco che prevedeva l’utilizzo di una sola punta, ovvero Dries Mertens nella testa del tecnico: per Gattuso l’arrivo di Ibrahimovic avrebbe potuto creare problemi sul piano tattico e soprattutto squilibri nello spogliatoio, considerata la gigantesca personalità di Zlatan. Alla lunga, però, i fatti diedero torto all’allenatore, che chiuse la serie A al 7° posto e raggiunse l’Europa League solo grazie alla vittoria della Coppa Italia (unico trofeo di Gattuso in carriera). E l’anno dopo Ringhio mancò nuovamente la Champions, concludendo la stagione al 5° posto e dicendo addio alla riconferma da parte di De Laurentiis.

Dopo la svolta in casa Napoli, invece, a gennaio 2020 Ibrahimovic approdò al Milan, risultando decisivo nel rendere competitivo il gruppo allenato allora da Stefano Pioli e arrivando poi a vincere lo scudetto da assoluto protagonista nella stagione 2021/22.

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Virgilio.it

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