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Lazio, Gattuso show tra San Gennaro, il retroscena sul suo arrivo e lo sfogo: doveva essere lui il primo esonerato

  • Postato il 20 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Lazio, Gattuso show tra San Gennaro, il retroscena sul suo arrivo e lo sfogo: doveva essere lui il primo esonerato

La Lazio vola, Gattuso frena. Eppure c’è il primo posto a 13 punti in cinque partite, con tanto di partenza da record per una Lazio inarrestabile che sembra rinata. Ma il tecnico biancoceleste non si lascia trascinare dall’entusiasmo. Dopo il successo contro il Venezia, Gennaro Gattuso ha subito messo un freno alle celebrazioni e guarda oltre la classifica: la sua Lazio deve ancora crescere nella prestazione e soprattutto nella mentalità. Le parole del tecnico.

L’analisi sulla sfida contro il Venezia

Il tecnico non usa giri di parole per analizzare la partita Venezia-Lazio. La vittoria non cancella le difficoltà mostrate dalla squadra, troppo lunga e vulnerabile alle ripartenze avversarie: “Siamo usciti con il Mantova e abbiamo fatto 50 giorni di ritiro con un caldo tremendo, ma i ragazzi non hanno mai mollato niente. Oggi ci è andata anche bene, perché abbiamo sbagliato l’interpretazione della partita. Se il Venezia fosse andato all’intervallo sul 2-0 non avrebbe rubato niente. Il nostro, però, è un percorso e lavoriamo per migliorare. Se vogliamo fare qualcosa di importante, quello che abbiamo fatto nel primo tempo oggi non basta: siamo stati molto fortunati.”

Il tecnico vola basso: “La classifica oggi non conta. Se vogliamo sorprendere dobbiamo fare le cose per bene e oggi, invece, abbiamo iniziato male la partita. Eravamo troppo lunghi e a ogni palla persa subivamo delle imbucate. Lunedì, invece, devo andare, ahimè, alla riunione degli arbitri, perché è giusto che ci vada. Poi riprenderemo a lavorare per crescere, sia in campo sia nella mentalità.”

Una rivincita per i bookmakers che lo indicavano come il primo esonerato in A: “Io indicato dai pronostici come il primo allenatore a essere esonerato? Mi ricollego al discorso di De Rossi: c’è gente che, con le cuffie e davanti a uno schermo, si sente un giornalista. Bisogna sapersi isolare. Io mi sento fortunato ad allenare questi ragazzi. Quello che si dice in giro, ormai, diventa incontrollabile. L’importante è non leggere nulla, credere in quello che si fa e avere un gruppo di ragazzi così, che arrivano al campo e lavorano come si deve. Quello che si dice in giro non bisogna ascoltarlo. Quando comincia a parlare uno che nella vita fa un altro mestiere e all’improvviso si è inventato questo lavoro, diventa tutto difficile. È merito loro, io provo a stuzzicarli”.

Belahyane, la lezione di Gattuso

Tra i temi toccati dall’allenatore c’è anche Belahyane, diventato un esempio della filosofia di Gattuso. Il tecnico premia l’impegno e la voglia di migliorarsi, qualità che considera imprescindibili nel suo gruppo: “Belahyane a me piace perché si impegna. Nei primi giorni non si reggeva in piedi e veniva nel mio ufficio a chiedermi scusa perché non ce la faceva. Io gli ho detto di andare avanti step by step e lui ha continuato ad allenarsi per migliorare. Non vado d’accordo con la gente lavativa, mentre mi piace chi ha voglia di migliorarsi.”

Poi Gattuso torna sul suo arrivo alla Lazio e racconta un retroscena legato al momento particolare vissuto dal club. Una scelta maturata anche grazie alla voglia dei giocatori di ripartire e rimettersi in gioco: “Se non ci fossero stati tutti questi casini, probabilmente alla Lazio non sarei mai venuto.”

E infine svela Gattuso: “Già in passato ero stato vicino due o tre volte, ma avevo sempre detto di no al presidente Lotito. Sapevo quali fossero i problemi, ma sapevo anche che i giocatori avevano una grande voglia. Prima di venire ne ho sentiti quattro o cinque. Non abbiamo ancora fatto nulla, ma siamo contenti, anche se sappiamo di dover migliorare.”

Nel segno di San Gennaro

Il primo posto e la migliore partenza nella storia della Lazio non cambiano l’approccio dell’allenatore. Gattuso resta fedele alla sua natura: niente calcoli, niente celebrazioni anticipate. Il campionato è lungo e il tecnico vuole tenere alta la tensione: “La migliore partenza di sempre? Io sono un martello, vado avanti. Quando starò con i nipotini penserò ai record e a quello che ho fatto. Adesso bisogna continuare a lavorare.”

Chiusura con una battuta tutta personale. Nel giorno di San Gennaro, Gattuso ha ricevuto tanti messaggi, ma la risposta è stata riservata a due persone speciali: “Oggi è San Gennaro? Ho ricevuto tanti messaggi, ma ho risposto soltanto a mamma e papà”.

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Virgilio.it

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