Lavori superstrada, ancora una proroga: Russo chiede spiegazioni su ritardi e tempi di riapertura
- Postato il 9 giugno 2026
- Politica
- Di Il Vostro Giornale
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Savona/Vado Ligure/Quiliano. Se erano arrivate buone notizie nella mattinata di ieri (lunedì 8 giugno) con la riapertura del viadotto Ferraris sulla strada di scorrimento veloce Savona-Vado Ligure oggi, martedì 9 giugno, c’è di nuovo una brutta notizia: è pervenuta da parte di Unimpresa s.p.a un’ulteriore richiesta di proroga per la chiusura del cantiere al 14 giugno.
Ennesima proroga che ha scatenato una reazione da parte del sindaco savonese, Marco Russo, il quale ha inviato una lettera al presidente della provincia, Pierangelo Olivieri e alla Prefettura di Savona con la richiesta urgente della spiegazione di tale ritardo e l’indicazione del nuovo cronoprogramma.
“Considerato che la conclusione dei lavori sulla strada a scorrimento veloce rappresenta una priorità assoluta per il territorio, con la presente, inviata di concerto con i sindaci dei Comuni di Vado Ligure e Quiliano, oltre a sollecitare la conclusione dei lavori, chiedo urgentemente aggiornamento circa i motivi di tale ritardo, l’indicazione di un cronoprogramma e della data definitiva di conclusione dei lavori di riqualificazione, almeno idonei alla riapertura della viabilità“, si legge nella nota.
Nei giorni scorsi la questione riguardante i ritardi del cantiere era diventata oggetto di una riunione in prefettura nella quale era stato garantito come termine dei lavori il 2 giugno. Scadenza in seguito non rispettata, suscitando le proteste di Vado Gateway e Refeer Terminal.
“In realtà, in sede di incontro in Prefettura il 15 maggio era stato assicurato che l’apertura della strada a scorrimento veloce Savona -Vado Ligure nelle due carreggiate sarebbe avvenuta entro il 2 giugno, scadenza in seguito non rispettata e per la quale era già stat richiesta una precedente proroga. Spiace constatare che la tempistica annunciata in quella sede ufficiale non è stata rispettata“, si legge ancora nella lettera.
Ora non resta che attendere le risposte da parte della provincia, sperando che sia l’ultima volta.