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L’arsenale del clan Riviezzi nei boschi di Pignola: spunta la “penna pistola”

  • Postato il 7 giugno 2026
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L’arsenale del clan Riviezzi nei boschi di Pignola: spunta la “penna pistola”

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L’arsenale del clan Riviezzi nei boschi di Pignola: spunta la “penna pistola”

Rapina Cosmopol al Serpentone, perquisiti a Pignola i terreni di Saverio Riviezzi, capo dell’omonimo clan: trovato l’arsenale e una micidiale penna pistola


POTENZA – Diversi nascondigli, accuratamente occultati dalla folta vegetazione, scoperti lungo una strada interpoderale che costeggia alcuni terreni di proprietà di Saverio Riviezzi, a capo dell’omonimo clan con base a Pignola. E in quei nascondigli gli agenti della Squadra Mobile, diretti da Vincenzo Varrone, hanno rinvenuto e sequestrato – il decreto di sequestro è a carico di ignoti visto che il ritrovamento è avvenuto lungo una strada interpoderale – una revolver modificato, 144 munizioni di vario calibro, sia per armi corte che per armi lunghe e una pistola a penna.

La pistola a penna, la cui fabbricazione è sì artigianale ma necessita di mani esperte, è un’arma da fuoco camuffata, ampiamente utilizzata dalla criminalità organizzata (camorra e ‘ndrangheta) per la facilità con cui può essere occultata (basta, a esempio, il taschino di un a giacca per passare inosservata) ma mortale se i colpi vengono esplosi a bruciapelo a distanza ravvicinata. Insomma un’arma alquanto “sofisticata”, ideata da un noto armaiolo della mafia catanese, Guglielmo Ponari, scomparso nel 2019.

Penna pistola, utilizzata per agguati rapidi o attività di estorsione e rapina, che può anche essere facilmente introdotta in luoghi sorvegliati, come le carceri. Insomma le armi e le munizioni ritrovate probabilmente sono solo il primo tassello di un’indagine a più ampio raggio che potrebbe inserirsi in un contesto investigativo ben delineato. Ma su questo non trapela nulla. Nel corso della perquisizione, trovati anche dei contenitori e involucri di cartone con nastro da imballaggio. Contenitori e involucri, utilizzati probabilmente per nascondere altre armi, svuotati del loro contenuto.

LE INDAGINI SULLA RAPINA AL PORTAVALORI

Insomma sembrano proseguire le indagini della Mobile di Potenza a carico di Saverio Riviezzi, a capo dell’omonimo clan, e di Vincenzo Barra. I due sono indagati (vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva ndr.) in quanto considerati le menti della rapina, del 30 giugno del 2025, ai danni di un portavalori della Cosmopol. La mattina del 30 giugno, a rione Cocuzzo, l’uomo era appena sceso dal furgone portavalori con in mano un pacco contenente 99mila euro. I malviventi lo hanno disarmato e, dopo avergli puntato una pistola alla testa, gli hanno sottratto il denaro che doveva consegnare all’Ufficio postale. Le forze dell’ordine hanno subito arrestato i componenti della banda: tre uomini del Foggiano e un lucano.

LEGGI ANCHE: Potenza, rapina Cosmopol a Serpentone: indagati Barra e Riviezzi

Venerdì, come detto, gli agenti della Mobile, diretti da Vincenzo Varrone, hanno eseguito un decreto di perquisizione nelle abitazioni di Riviezzi e Varrone. Perquisizioni che hanno portato al ritrovamento, lungo la strada interpoderale, del revolver modificato, delle 144 munizioni e della pistola a penna. Tutto il materiale recuperato è sottoposto a sequestro e sarà oggetto di accertamenti tecnici e balistici per verificarne la provenienza, la funzionalità e l’eventuale collegamento con ulteriori episodi delittuosi.
Intanto continuano i controlli del territorio. Gli agenti del Reparto Prevenzione crimine hanno identificato 74 persone, di cui 18 con precedenti di polizia. Controllati 8 veicoli ed elevate 4 sanzioni per violazioni al Codice della strada.

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