Larissa Iapichino trionfa all'Ultimate Championship, il montepremi è suo. Eloisa Coiro in finale col brivido
- Postato il 11 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Il 2026 perfetto di Larissa Iapichino si chiude in maniera trionfale: dopo l’oro agli Europei e l’impresa sfiorata in Diamond League, la campionessa toscana fa suo anche l’Ultimate Championship, la nuova (e ben remunerata) kermesse di World Athletics che qualcuno ha già ribattezzato “Mondiale dei Mondiali”, ma che sarebbe più giusto etichettare come “Mondiale dei Montepremi”, vista la portata dei bonus elargiti ai migliori di ogni disciplina. Portando a casa il successo nel salto in lungo, Iapichino ha intascato 150mila dollari. Gioia, però, attenuata dalla triste notizia di un lutto, di cui Larissa è stata informata prima della gara.
- Ultimate Championship, Iapichino trionfa nel lungo
- Il lutto di Larissa e le "bischerate" col papà coach Gianni
- Coiro, rischio squalifica e poi finale: contatto con Vancardo
- Duplantis, Ingebrigtsen e Tharp grandi protagonisti a Budapest
Ultimate Championship, Iapichino trionfa nel lungo
Come a Birmingham, Larissa ha messo le cose in chiaro sin dall’inizio. Stavolta è bastato saltare 6,90 metri al primo tentativo per blindare l’oro, visto che le sette concorrenti non sono riuscite a far meglio. In seconda posizione s’è piazzata la britannica Jazmin Sawyers, che proprio all’ultimo salto ha centrato la misura di 6,78 precedendo di un centimetro la statunitense Alyssa Jones (6,77). Quarta e fuori dal podio in extremis la francese Hilary Kpatcha (6,73). Lacrime subito dopo il trionfo per Iapichino. Alle altre atlete che si congratulavano con lei ha accennato a un lutto, che ha reso inevitabilmente meno gioioso il suo ennesimo exploit.
Il lutto di Larissa e le “bischerate” col papà coach Gianni
“Bellissima emozione, significa tanto per me e non solo per l’importanza del titolo”, l’ammissione di Larissa a Sky. “È stata una stagione che mi ha dato tanto, la stagione della redenzione. Ci tenevo a essere qui e a vincere in onore di chi non c’è più, di chi ci ha lasciato oggi o anche qualche mese fa o qualche anno fa. A settembre, dopo l’eliminazione a Tokyo, mi sono ripromessa di uscire sempre dalla pedana dopo aver dato tutto. Ho preso subito il mio ritmo quest’anno e sono molto felice, anche se so che non si smette mai di migliorare. Insieme al mio babbo abbiamo trovato la maturità che cercavamo, ci siamo parlati dopo Tokyo mettendo in atto delle strategie nuove, delle ‘bischerate’ che ci hanno reso ancor più coesi”.
Coiro, rischio squalifica e poi finale: contatto con Vancardo
Soddisfazioni per l’Italia anche dalla semifinale degli 800, con la qualificazione in finale della neo primatista tricolore Eloisa Coiro. Una qualificazione col brivido e condita da rischio squalifica, visto che nel rettilineo finale della sua frazione Coiro ha pestato involontariamente un piede alla svizzera Veronica Vancardo, che la precedeva di qualche metro, provocandone la caduta. Coiro è riuscita ad arrivare comunque in quarta posizione, per la svizzera ripescaggio per essere stata danneggiata: sarà una finale a nove, insomma, con buona pace delle altre atlete escluse che non hanno potuto presentare ricorso visto che non era neppure previsto dal regolamento.
Duplantis, Ingebrigtsen e Tharp grandi protagonisti a Budapest
Emozioni anche nelle altre gare. Nella 4×100 mista trionfo per gli Stati Uniti, a due centesimi dal record del mondo e prime davanti a Giamaica e Gran Bretagna. Nell’asta successo “scontato” per Armand Duplantis davanti a Emmanouil Karalis, ma niente record del mondo a quota 6,32 metri: tre errori per lo svedese, accompagnato dalle note della “sua” canzone. Jakob Ingebrigtsen in trionfo nei 5000 metri, per il norvegese successo davani agli statunitensi Cole Hocker e Parker Wolfe. Ja’Kobe Tharpe bravo a buttarsi nel finale dei 110 ostacoli e a beffare l’amico Cordell Tinch, ne 100 ostacoli vittoria per l’americana Masai Russell, nel martello per il tedesco Merlin Hummel, nell’alto femminile per l’ucraina Yaroslava Mahuchikh.