L'aria che tira, Arturo Scotto attacca: "Fossi in Trump mi farei una domanda"
- Postato il 27 aprile 2026
- Televisione
- Di Libero Quotidiano
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L'aria che tira, Arturo Scotto attacca: "Fossi in Trump mi farei una domanda"
"Il Trump 1 e il Trump 1, Dottor Jekyll e Mister Hyde. Il problema è che il messaggio prevalente del Trumpismo è una guerra civile permanente, una tensione continua che alimenta una spirale d'odio pericolosissima. Non solo negli Stati Uniti ma per il mondo intero".
Dopo il nuovo attentato contro Donald Trump, il terzo in meno di due anni, la reazione della sinistra italiana non cambia: la colpa è sempre del presidente degli Stati Uniti.
Ospite di David Parenzo a L'aria che tira, su La7, Arturo Scotto ribadisce che la sparatoria accaduta nella notte italiana tra sabato e domenica all'Hotel Hilton di Washington dov'era prevista la cena di gala con i corrispondenti dalla Casa Bianca, "è un episodio che va condannato senza se e senza ma". Tuttavia, nel ragionamento del deputato del Partito democratico, il "ma" c'è eccome.
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"Ogni volta che la storia americana è stata macchiata da omicidi di presidenti, la storia è tornata indietro. E questo è molto preoccupante. Ma dico una cosa in più: forse la domanda che si dovrebbe porre Trump e che si dovrebbero porre tutti è che forse in America ci sono troppe armi. La vera malattia di quel Paese, persino una tradizione costituzionalmente consolidata, è la libertà di potersi armare".
"Questo - conclude Scotto - produce da un lato stragi nei confronti di bambini e civili, dall'altro la spirale di violenza contro i presidenti. Quando sento queste discussioni in Europa e persino nel nostro Paese, credo che dovremmo evitare di essere troppo simili a loro".
Arturo Scotto e l'attentato a Trump, guarda qui il video di L'aria che tira su La7
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