L’Europa potrebbe non essere pronta ad affrontare una guerra di logoramento prolungata contro la Russia. È l’allarme emerso durante un forum sul futuro del coordinamento militare europeo organizzato dalla Munich Security Conference (Msc), secondo quanto riferisce il Guardian. Funzionari della difesa intervenuti all’incontro hanno sottolineato che Mosca potrebbe essere già in vantaggio nella guerra ibrida contro l’Europa, restringendo le possibilità di risposta della Nato in caso di un conflitto militare aperto.
A preoccupare è soprattutto la tenuta del consenso pubblico. L’opinione pubblica europea potrebbe non avere la volontà di sostenere un conflitto prolungato, costringendo la Nato a concentrare i piani su uno scenario di guerra relativamente breve. Una difficoltà che si intreccia con la crescita dei partiti populisti e con il progetto di affidare alle cinque principali potenze militari europee, riunite nel formato E5, un maggiore coordinamento della difesa continentale, anche in vista di una possibile riduzione dell’impegno convenzionale statunitense.
Un ex ministro britannico ha definito l’Occidente “pessimo” nel comunicare ai cittadini la portata della minaccia ibrida russa. Ancora più duro un diplomatico britannico: “Il livello del dibattito è quello di un asilo”.
Riflettori su AfD e Italia
Tra le principali preoccupazioni figura la crescita dei partiti populisti, filo-russi o favorevoli alla fine della guerra in Ucraina, definita da alcuni relatori “l’elefante nella stanza”. Nel mirino soprattutto l’AfD tedesca e, in Italia, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, “ampiamente riconosciuto come il più probabile portatore del messaggio russo alle prossime elezioni”, scrive il Guardian.
Wolfgang Ischinger ha definito “esistenziali” le sfide per la difesa europea, ipotizzando anche un futuro ingresso dell’Ucraina nell’E5. A Roma, intanto, Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno più volte lanciato l’allarme sulle interferenze russe, dagli attacchi informatici alla disinformazione.