L’Air Force One usato come esca e il carello del catering come nascondiglio: il piano di Trump per depistare il possibile attentato iraniano
- Postato il 11 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Una presunta minaccia di attentato da parte dell’Iran ha spinto l’amministrazione statunitense a mettere in atto una sofisticata operazione di depistaggio per far uscire il presidente Donald Trump dalla Turchia al termine del vertice Nato tenutosi ad Ankara il 6 e 7 luglio scorsi. Lo rivela un’inchiesta del Washington Post, basata su documenti riservati e sulle testimonianze di un funzionario statunitense a conoscenza dei fatti e di un’altra persona informata sugli spostamenti presidenziali.
Secondo la ricostruzione, Trump ad Ankara è salito davanti alle telecamere a bordo del vecchio Air Force One, il jumbo jet storico utilizzato in precedenza dai presidenti americani, con a bordo giornalisti al seguito e parte dello staff della Casa Bianca. In realtà quell’aereo era solo una esca. Pochi minuti dopo che il presidente è salito a bordo infatti, sarebbe stato segretamente fatto scendere per essere trasferito su un velivolo più piccolo, un C-32A dell’Aeronautica militare (un Boeing 757 modificato), normalmente usato per il trasporto di funzionari governativi.
Il trasferimento è avvenuto tramite un’intricato stratagemma per cui Trump e alcuni collaboratori sono saliti su un camion adibito al catering aeroportuale, il cui container è stato sollevato tramite un sistema idraulico fino all’altezza della porta dell’aereo, sul lato opposto rispetto a quello visibile alle telecamere. Il mezzo si è poi allontanato dall’Air Force One dirigendosi verso il C-32A, rimanendo fuori dall’inquadratura per una quarantina di secondi prima di essere in parte nascosto dai motori del velivolo più piccolo. Una volta abbassato il container ne è uscita una persona in giacca e cravatta che ha poi salito la scaletta del C-32A. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nel tentativo di far sembrare il volo di routine, è salito a bordo dello stesso aereo separatamente e tramite una scaletta esterna.
Nel frattempo, all’insaputa dei passeggeri, l’Air Force One decollava regolarmente con il suo carico di giornalisti e di alcuni membri dello staff, fungendo da diversivo. Allo staff della Casa Bianca a bordo del volo fu chiesto di tenere abbassate le tendine dei finestrini.
Sui social, prima della partenza, Trump aveva annunciato che avrebbe utilizzato il vecchio Air Force One al posto del Boeing 747-8 più recente donato agli Stati Uniti dal Qatar, con cui era arrivato in Turchia. Proprio la sicurezza di quel velivolo qatariota era finita sotto i riflettori nelle settimane precedenti quando il New York Times aveva rivelato che l’aereo non dispone delle stesse capacità difensive dei tradizionali jet presidenziali americani, una notizia che aveva spinto l’amministrazione a emettere mandati di comparizione per diversi giornalisti nel tentativo di risalire alle loro fonti. Lo stesso Trump, dopo il viaggio, aveva dichiarato che il jet donato dal Qatar sarebbe stato sottoposto a ulteriori ammodernamenti.
Interpellata dal Washington Post, la Casa Bianca ha difeso la sicurezza del velivolo qatariota attraverso una nota del direttore delle comunicazioni Steven Cheung: “Il nuovo Air Force One è un aereo all’avanguardia dotato di protocolli di sicurezza di alto livello che garantiscono l’incolumità del presidente e del suo staff”, si legge nel comunicato, che richiama le dichiarazioni dello stesso Trump sui “molti nemici dell’America” che lo prenderebbero di mira.
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