“La X Mas salvò il porto di Genova”, il post del consigliere di Vannacci scatena la polemica. Pd: “Indegno”
- Postato il 20 agosto 2026
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- Di Genova24
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Generazione sintesi AI in corso…
Genova. Mentre la città si interroga sul futuro del trasporto pubblico, l’inflazione non da tregua ai consumatori e dal Medio Oriente continuano ad addensarsi nuvole sempre più nero per il futuro dell’economia mondiale, un post su facebook illustrato con un’immagine generata dall’intelligenza artificiale ha acceso l’ennesimo scontro politico a distanza su revisionismo e memoria storica. A dar fuoco alle polveri Francesco Maresca, ex assessore comunale al Porto per Fratelli d’Italia e attuale consigliere d’opposizione, eletto con Fratelli d’Italia e ora passato con il movimento Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: sul suo profilo social, il consigliere ha sostenuto che la Xª Flottiglia MAS avrebbe “salvato il porto di Genova” durante la Seconda Guerra Mondiale.
Una ricostruzione storica che ha scatento reazioni e disappunto, di fatto perchè tocca proprio uno dei momenti “fondanti” della nostra città, vale a dire la sua liberazione. La storia documentale, infatti, ricorda come il cosiddetto Piano Z – vale a dire quello di radere al suolo città e porto prima della ritirata – fu stoppato dallo stesso generale della Wehrmacht in stanza a Genova, Gunther Meinhold, che non eseguì gli ordini di Hitler, graze alle trattative condotte con il Cnl, dai lavoratori e mediate dall’allora arcivescovo Pietro Boetto. La città fu così risparmiata mentre le truppe tedesche vennero “consegnate” agli alleati, rispettando le leggi di guerra. Come invece non successe in altre città.
Le reazioni
Durissima la reazione del Partito Democratico, con in testa il consigliere regionale Simone D’Angelo che ha scritto in una nota stampa “E’ indegno che chi siede nelle istituzioni democratiche riscriva la storia per trasformare criminali nazifascisti in eroi – ha scritto in una nota stampa – Maresca, abbia almeno il pudore di studiare la storia prima di riscriverla. La X Mas era una formazione di traditori dell’Italia schierata al fianco dei nazisti, che in Liguria si è macchiata di crimini e violenze contro partigiani e civili. Genova non ha bisogno delle sue falsificazioni. La storia di quei giorni racconta un’altra verità, con la Resistenza, attraverso il Cnl e l’azione di tanti uomini e donne, da Mirella Alloisio fino al contributo di esponenti della Chiesa genovese, a salvare il porto dalla distruzione”. Dura anche la reazione dell’Anpi, che ha attacco il posto di Maresca, commentandolo come una “provocazione e una falsità storica mai sentita prima, finalizzata a sollevare polemiche e cercare consenso elettorale, calpestando la memoriadella Liberazione e il lavoro del Cnl”.
A rincarare la dose Linea Condivisa: “La storia racconta altro. Il porto era stato minato dalle forze tedesche nell’ambito dei piani predisposti per distruggere infrastrutture strategiche prima della ritirata. A impedire che questo accadesse contribuirono in maniera determinante il Cnl, le formazioni partigiane e soprattutto i lavoratori del porto, insieme a marinai, pescatori, tecnici e uomini della Capitaneria. Alcuni pagarono con la vita la scelta di sabotare gli ordigni e difendere un’infrastruttura fondamentale per il futuro di Genova”.
La controreplica di Maresca
“Prima di dare lezioni di storia e distribuire patenti di dignità, Simone D’Angelo dovrebbe approfondire seriamente i fatti e distinguere le diverse fasi storiche della Xª Flottiglia MAS. La Xª Flottiglia MAS della Regia Marina fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per le straordinarie imprese compiute durante la Seconda guerra mondiale. È un dato storico, non un’opinione politica”.
Questa la replica di Maresca alle polemiche relative al suo post: “Non accetto che si cancelli o si deformi la storia militare italiana soltanto perché non coincide con la narrazione politica del Partito Democratico. Sul porto di Genova, inoltre, la storia è più complessa degli slogan: uomini provenienti dai reparti d’assalto della Marina ebbero un ruolo nelle vicende legate alla salvaguardia e alla successiva bonifica delle infrastrutture portuali. D’Angelo mi definisce “indegno” di sedere nelle istituzioni. Gli rispondo che chi ripudia indiscriminatamente uomini e reparti della Marina italiana decorati al Valor Militare e il contributo di quanti operarono anche per salvaguardare Genova dovrebbe interrogarsi sulla propria adeguatezza a ricoprire l’incarico di Consigliere regionale”.
Una dato storico vero, quello della riconoscimento della medaglia d’oro al valore militare, ma “antecedente” alla Liberazione: l’onoreficienza fu decretato dalla corona italiana prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Uno spartiacque che decretò l’inizio di fatto della guerra civile italiana, durante la quale parte delle forze armate italiane decisero di schierarsi con la Repubblica Sociale – lo stato fantoccio alleato dei nazisti – proseguendo le azioni belliche contro alleati e partigiani. Anche la X Mas, sciolta in precedenza, venne riformata in queste circostanze, specializzandosi anche nella lotta anti-partigiana.