La Valle Bormida si unisce contro l’inceneritore: grande partecipazione all’assemblea nell’astigiano
- Postato il 29 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Valbormida. Una sala gremita e un fronte compatto che unisce politica, associazioni, mondo agricolo e cittadini. Questo il bilancio della partecipatissima assemblea informativa sul problema dell’inceneritore che si è svolta ieri sera, giovedì 28 maggio, a Monastero Bormida, organizzata dall’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida insieme al
Circolo Langa Astigiana e al Comune ospitante.
All’incontro hanno preso parte numerosi amministratori pubblici, tra cui diversi sindaci dei comuni astigiani, cuneesi, alessandrini e savonesi, a dimostrazione di come la preoccupazione per il progetto sovrasti i confini provinciali e regionali. Presenti anche il Consigliere della Regione Piemonte Fabio Isnardi, il Presidente della Provincia di Asti Maurizio Nosenzo e il Presidente della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Cuneo Marco Bozzolo, che ha ribadito la netta posizione contraria dell’associazione espressa nei giorni scorsi.
La serata si è aperta con un momento di forte impatto emotivo: la proiezione di un brevissimo filmato dell’inizio degli anni ’90 in cui lo storico leader della lotta contro l’ACNA di Cengio, Renzo Fontana, si opponeva con forza al progetto del “RESOL”, l’inceneritore che già all’epoca si voleva realizzare sul sito ligure.
Il sindaco di Monastero Bormida, Gigi Gallareto, ha riallacciato i fili della storia: “Non possiamo dimenticare il passato recente che ha segnato la nostra terra. Proporre oggi un inceneritore a Cengio o a Cairo Montenotte, in aree già fortemente compromesse da un passato industriale scriteriato, è un’assurdità. Parliamo di territori a ridosso del Piemonte, a ridosso di Langhe e Monferrato, dove l’alta qualità dei prodotti della terra e un turismo in forte crescita
stanno portando risultati straordinari. Non permetteremo che questo futuro venga ipotecato.”
Renato Galliano, rappresentante del Coordinamento No Inceneritore, ha ripercorso con estrema chiarezza la cronistoria recente, evidenziando come la Regione Liguria stia spingendo – neanche troppo velatamente – per la localizzazione dell’impianto in Valle Bormida, e ha illustrato le pesanti criticità ambientali e sanitarie che una simile struttura comporterebbe.
Daniela Prato, portavoce del Coordinamento, ha tracciato il bilancio delle attività svolte e annunciato le prossime tappe della mobilitazione: la proposta ai Comuni del territorio di esporre striscioni istituzionali con la scritta “NO inceneritore in Valle Bormida”, il fitto calendario di assemblee pubbliche informative, che vedrà come tappa cruciale il grande incontro di Acqui Terme il prossimo 25 giugno.
Il sindaco Gallareto ha inoltre letto un messaggio di forte vicinanza inviato dal Sindaco di Alba, che si è impegnato a dare battaglia al fianco dei primi cittadini e della popolazione della Valle Bormida. Il Consigliere Regionale Isnardi e il Presidente della Provincia Nosenzo hanno espresso piena solidarietà, prendendosi l’impegno formale di agire con forza nelle sedi istituzionali opportune per fermare il progetto. Una richiesta d’aiuto concreta al Piemonte è arrivata anche dal sindaco di Cosseria, Roberto Molinaro, a conferma del fatto che la difesa della Valle non ha colore politico né barriere geografiche. Anche il mondo agricolo, rappresentato dalla CIA di Cuneo, ha confermato il suo “NO” categorico per tutelare le eccellenze agroalimentari della zona.
La serata, arricchita da numerosi interventi dal pubblico, è stata chiusa da Clara Nervi del Circolo Langa Astigiana, che ha lanciato un appello finale: “La partecipazione e la consapevolezza sono le nostre armi migliori. Invitiamo la popolazione a essere sempre più numerosa e attiva nelle prossime iniziative, a partire dall’importante appuntamento del 25 giugno ad Acqui Terme. La Valle Bormida non si piega”.