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La truffa del rimborso Irpef: come ti rubano tutto con una mail

  • Postato il 2 ottobre 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
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La truffa del rimborso Irpef: come ti rubano tutto con una mail
La truffa del rimborso Irpef: come ti rubano tutto con una mail

Una nuova truffa online torna a sfruttare il nome dell’Agenzia delle Entrate per cercare di ingannare i contribuenti. In questi giorni stanno circolando email che comunicano al destinatario la presenza di un presunto rimborso IRPEF e lo invitano a seguire un link per completare la procedura e ottenere la somma spettante.

Il messaggio appare credibile perché utilizza riferimenti, loghi e grafiche che richiamano quelli dell’Agenzia delle Entrate. Una volta cliccato sul link, però, l’utente viene indirizzato verso un sito falso, costruito appositamente per imitare una pagina istituzionale. La pagina può chiedere di inserire alcune informazioni personali, come il codice fiscale e altri dati relativi alla propria posizione fiscale, arrivando anche a richiedere informazioni bancarie.

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L’obiettivo dei truffatori è ottenere dati sensibili che potrebbero essere utilizzati per ulteriori frodi. La presenza di un rimborso fiscale rappresenta infatti un’esca particolarmente efficace, perché può spingere la persona a fornire rapidamente le informazioni richieste senza verificare l’autenticità della comunicazione.

Per riconoscere la truffa è importante prestare attenzione soprattutto all’indirizzo del sito al quale si viene indirizzati. Anche se la pagina appare identica o molto simile a quella dell’Agenzia delle Entrate, il dominio potrebbe essere diverso da quello ufficiale. L’Agenzia ricorda inoltre che non bisogna utilizzare i link presenti nelle email sospette per verificare la propria situazione.

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In caso di dubbi, è quindi consigliabile non rispondere al messaggio, non cliccare sui collegamenti e non inserire alcun dato personale o bancario. La verifica di eventuali rimborsi deve essere effettuata esclusivamente attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Le comunicazioni sospette possono invece essere eliminate senza fornire alcuna informazione ai mittenti.

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Autore
Libero Quotidiano

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