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La strage silenziosa nei cantieri calabresi, 26 morti in un anno

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Fillea Cgil
  • Di Quotidiano del Sud
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  • 2 min di lettura
In sintesi

La Fillea Cgil Calabria denuncia una crisi grave della sicurezza nei cantieri regionali: nel 2024 si sono registrati 26 decessi legati a infortuni sul lavoro e oltre 8.800 denunce. Il sindacato solleva l'allarme su condizioni lavorative critiche, inclusi turni estenuanti, e richiede l'istituzione di una Procura Nazionale specializzata per affrontare questa emergenza sanitaria che colpisce il settore edile calabrese.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

La strage silenziosa nei cantieri calabresi, 26 morti in un anno

Il Quotidiano del Sud
La strage silenziosa nei cantieri calabresi, 26 morti in un anno

Allarme Fillea Cgil Calabria, nel 2024 registrati 26 infortuni mortali nei cantieri e 8.800 denunce. Il sindacato chiede una Procura Nazionale speciale e stop ai turni massacranti nei cantieri


CATANZARO – Non sono numeri, ma vite spezzate. Il bilancio della sicurezza sul lavoro in Calabria nel 2024 traccia il profilo di una vera e propria “emergenza sociale”: 26 infortuni mortali e oltre 8.800 denunce complessive. Un quadro che, nonostante una lieve flessione statistica rispetto all’anno precedente, resta drammatico e prosegue con trend preoccupanti anche nel primo scorcio del 2025.

IN UN SOLO ANNO IN CALABRIA 26 MORTI NEI CANTIERI CALABRESI

In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, la Fillea Cgil Calabria rompe il silenzio sulle condizioni dei lavoratori regionali, puntando il dito contro un sistema che troppo spesso «sacrifica la dignità umana sull’altare del profitto».

CALABRIA MAGLIA NERA, I DATI DELL’INAIL CONFERMANO LA DERIVA

Secondo le analisi del sindacato, basate sui dati Inail e sulle attività di monitoraggio territoriale, la Calabria si conferma tra le regioni con la maggiore incidenza di infortuni in rapporto alla popolazione lavorativa.

«Dietro queste statistiche si celano famiglie distrutte e comunità ferite. Non siamo di fronte a ineluttabili fatalità, bensì alle conseguenze di una prevenzione carente e di controlli insufficienti».

Il settore delle costruzioni rimane l’anello debole della catena. La Fillea Cgil denuncia turni di lavoro che spesso superano le dieci ore giornaliere, elevando esponenzialmente il rischio di distrazioni fatali e cedimenti fisici.

PROCURA SPECIALE E REATO DI OMICIDIO SUL LAVORO


Per contrastare quella che viene definita una “deriva inaccettabile”, il sindacato ha presentato un pacchetto di riforme urgenti articolato in cinque punti chiave. Procura Nazionale Speciale: un organo dedicato esclusivamente ai reati legati alla sicurezza sul lavoro per garantire indagini rapide e uniformi.

Omicidio Colposo sul Lavoro: riforma del Codice Penale per introdurre una fattispecie di reato specifica che aggravi le sanzioni per le aziende inadempienti.

Potenziamento Ispettivo: incremento immediato degli organici per INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) e Spisal/Asp, attualmente sottodimensionati in Calabria.

Sostegno Legale Gratuito: assistenza alle famiglie delle vittime per garantire l’accesso alla giustizia indipendentemente dal reddito.

Stop alla Formazione “Pirata”: contrasto alla vendita di attestati facili; la formazione deve essere reale, verificabile e legata al sistema delle Scuole Edili.

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