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La storia dei cani di Dego rimbalza in tutta Italia. Ambiente Verdi e Società: “Sequestrarli è stato un maltrattamento”

  • Postato il 17 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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La storia dei cani di Dego rimbalza in tutta Italia. Ambiente Verdi e Società: “Sequestrarli è stato un maltrattamento”

Dego. Il caso dei cani sequestrati lo scorso 7 settembre a Dego, dopo un’incursione di alcuni attivisti, e poi restituiti al proprietario ad una settimana di distanza è rimbalzato in tutta Italia facendo discutere e alimentando perplessità anche tra gli animalisti stessi.

Ma non solo. Lo stesso sindaco Franco Siri, tirato in ballo per la situazione in quanto, secondo quanto divulgato sui social dalle volontarie che hanno richiesto l’intervento in località Carpezzo, non avrebbe nemmeno risposto alle varie segnalazioni inviate via pec al Comune nelle settimane precedenti al blitz, ha effettuato le dovute verifiche e informa, rinviando le accuse ai mittenti, che nessuna comunicazione in merito è arrivata in forma ufficiale ai canali elettronici di uffici e amministratori deghesi.

L’opinione pubblica si è spaccata, c’è chi ha accolto con gioia il ritorno a casa delle bestiole e c’è invece chi reputa che non possa finire così una storia che, fin dal principio, ha alimentato polemiche e interrogativi.

Quella mattina, infatti, nella casa in aperta campagna a Dego, l’attivista Enrico Rizzi e alcune volontarie animaliste hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e del servizio sanitario dell’Asl2 per prelevare oltre una ventina di cani, tutti di taglia piccola, che, a detta loro, non vivevano una situazione felice e idonea. I pelosetti sono stati consegnati alle strutture del territorio, tra cui il Canile di Savona, e lunedì scorso l’Autorità giudiziaria ha deciso di restituire al proprietario diciassette cagnolini (quelli con problemi e patologie diverse sono stati ancora trattenuti per le cure del caso).

E ora ad intervenire è Maria Teresa Corsi, referente della Onlus nazionale Verdi Ambiente e Società, che critica la modalità di intervento: “Togliere animali da compagnia che vivono in simbiosi con il proprietario causando traumi e sofferenza per entrambi è da considerarsi un maltrattamento! Non si può accusare di reato chiunque se il reato non è accertato ma soprattutto non si può offendere una persona su eventuali patologie e riprendere spazi privati. Il sequestro non è confisca e gli animali non possono avere delle richieste di adozione immediate, perché vi sono i tempi previsti dalla legge e i tre gradi di giudizio che regolamentano un percorso giudiziario”.
E prosegue: “Non è comprensibile chi, sull’onda mediatica, si è proposto per l’adozione di questi cani, e non ha poi esteso, una volta che gli animali sono stati ricoverati nel Canile di Savona, le richieste di sostenere parte delle spese a carico dei Comuni. Abbiamo appreso del malessere fisico subito dal proprietario per il distacco dai suoi animali e crediamo che anche i cagnolini abbiano subito stress per l’allontanamento repentino dalla loro dimora“, conclude Corsi.

Autore
Il Vostro Giornale

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