La sanità che vogliamo? Sostenibile, moderna, equa. La ricetta di Rocca
- Postato il 22 aprile 2026
- Healthcare Policy
- Di Formiche
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Premi come gli Healthcare Awards sono un riconoscimento dell’impegno e del valore generato, ma anche la testimonianza di una scelta: quella, nobile, di mettere esperienza, competenze e tempo al servizio degli altri e della salute pubblica. Questo è il punto che più mi sta a cuore.
Ho voluto mantenere la delega alla sanità perché non è un settore come gli altri: è qui che le istituzioni incontrano la sofferenza delle persone.
L’ho fatto anche perché era un settore che veniva da anni difficili, da una fase di affanno che avevamo il dovere di affrontare con serietà.
Ho voluto prenderne in carico la responsabilità fino in fondo.
Abbiamo dato alla nostra organizzazione sanitaria una governance capace di programmare e attuare interventi strutturali. Abbiamo iniziato con il risanamento dei conti: oggi il sistema è in grado di liberare risorse e reinvestirle per migliorare i servizi ai cittadini.
Le profonde trasformazioni che stiamo vivendo ─ l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, la modifica dei nuclei familiari, con un numero sempre maggiore di persone sole, e la crescente complessità delle vulnerabilità sociali ─ fanno emergere nuovi bisogni socio-sanitari che richiedono un approccio personalizzato, integrato e sostenuto dall’innovazione.
In Italia sono circa 13 milioni le persone con due o più patologie contemporaneamente (Istat, dati riferiti al 2025). Una condizione che rappresenta una sfida strutturale per il nostro sistema sanitario.
È dentro questo scenario che dobbiamo ripensare la sanità: non più soltanto come risposta alla malattia, ma come capacità di accompagnare la persona nel tempo. Per questo stiamo rafforzando la sanità territoriale, con la rete della medicina di prossimità: le Case e gli Ospedali di Comunità saranno un presidio fondamentale, soprattutto per le persone fragili e i pazienti cronici. Un modello in cui prevenzione, assistenza e presa in carico diventano un unico percorso di cura reso possibile dal lavoro coordinato dei professionisti.
È una sanità che deve anche ridurre le disuguaglianze, superando le differenze tra territori. Perché non c’è democrazia se non c’è accesso alla salute per tutti.
Abbiamo investito sul personale, con nuove assunzioni e stabilizzazioni, convinti dell’importanza di valorizzare il capitale umano. Abbiamo potenziato l’emergenza-urgenza, consapevoli che costituisce uno dei pilastri del sistema sanitario. Quest’anno abbiamo previsto risorse aggiuntive, per 3,7 milioni di euro, come segno di considerazione nei confronti di chi opera in situazioni gravose. Resta però una questione più ampia, di portata nazionale, legata alla scarsa attrattività di alcune specializzazioni indispensabili per salvare vite, tra cui proprio l’emergenza- urgenza. Abbiamo ristrutturato ospedali e rinnovato apparecchiature. Proprio negli scorsi giorni abbiamo destinato oltre 153 milioni di euro all’edilizia sanitaria e all’innovazione tecnologica. Abbiamo dato una forte spinta alla digitalizzazione. Strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico, la telemedicina e le piattaforme di prenotazione rendono più semplice occuparsi della propria salute.
L’obiettivo che stiamo perseguendo è creare un Servizio sanitario regionale più sostenibile, moderno ed equo. Un sistema che sappia anticipare i bisogni. Questo significa anche indirizzare le risorse verso quei fattori che incidono sullo stato di salute della popolazione, come gli stili di vita. Vuol dire agire prima, attraverso la prevenzione primaria.
In quest’ottica, stiamo implementando un modello innovativo di medicina di iniziativa, fondato sull’uso strategico dei dati sanitari, per promuovere una prevenzione mirata ed efficace e supportare la gestione della cronicità personalizzando le cure. Il modello si realizza tramite una piattaforma tecnologica (fruibile dai cittadini con un’App), che monitora le principali dimensioni del benessere (movimento, alimentazione e acqua, sonno, consumo di alcol e benessere psicofisico) e fornisce raccomandazioni sullo stile di vita, individuando e intervenendo precocemente su eventuali fattori di rischio. L’utente è accompagnato nel percorso dall’Infermiere di Famiglia e Comunità. Questo approccio favorisce comportamenti salutari, riduce la pressione sul servizio sanitario e garantisce una presa in carico digitale territoriale continua, tempestiva e personalizzata.
Nella sanità che vogliamo l’umanizzazione delle cure è centrale. L’accoglienza, l’ascolto, la relazione, la comunicazione, la qualità degli ambienti, l’attenzione ai caregiver e alle famiglie dei pazienti non sono elementi accessori, ma parte integrante della cura.
Gli Healthcare Awards premiano anche il contributo delle realtà dell’ecosistema industriale.
È anche grazie a questo contributo che il Lazio è un’eccellenza per biotech e pharma. La Regione è leader in Italia per export farmaceutico. Il comparto delle Scienze della Vita — con 70 grandi aziende, più di 450 imprese e circa 22 mila addetti complessivi, compreso l’indotto — è uno dei motori del sistema industriale regionale e un riferimento a livello nazionale ed europeo.
Per questo esprimo un sincero apprezzamento a tutti i premiati. Perché con il vostro lavoro non solo fate avanzare la scienza e l’economia, ma concorrete a rendere più saldo il patto di fiducia con i cittadini.