La Russia porta lo yuan in Europa. Il caso Euroclear
- Postato il 14 maggio 2026
- Economia
- Di Formiche
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
A un primo sguardo potrebbe sembrare uno scherzo di pessimo gusto. Non lo è e forse questo rende tutto un po’ più surreale. Chi non ricorda la vicenda, piuttosto contorta, degli asset russi detenuti in Europa e congelati per far leva su Mosca e costringerla, se così si può dire, a negoziare la pace con l’Ucraina? Poco meno di 200 miliardi custoditi nei conti di Euroclear, la finanziaria belga che, in linea con il governo nazionale, si è opposta alla monetizzazione coatta dei beni per finanziare la ricostruzione ucraina. L’Europa sugli asset del Cremlino non ha mai trovato un accordo politico che ne consentisse la liquidazione, per paura della reazione scomposta ed emotiva degli investitori stranieri con conseguente fuga di capitali. Semmai gli asset sono serviti a garantire, quello sì, parte del maxi prestito da 90 miliardi approvato dal G7 italiano di Borgo Egnazia.
Ma ecco il colpo di scena. Euroclear è oggi la prima istituzione finanziaria europea ad aver accettato come garanzie titoli di Stato cinesi, al punto dall’aver avviato una collaborazione le autorità cinesi e di Hong Kong per partecipare al programma Bond Connect, che collega la Cina continentale con gli investitori esteri. L’amministratrice delegata di Euroclear, Valérie Urbain, ha spiegato che la mossa rappresenta un tentativo “di capire come possiamo contribuire all’internazionalizzazione del renminbi”. E qui viene il punto. In altre parole la finanziaria belga che custodisce gli asset russi ha deciso di fare da testa di ponte per la moneta cinese in Europa.
Certo, non sono un mistero i sogni di de-dollarizzazione di Pechino. Prima con lo yuan digitale, poi con la creazione di spazi monetari yuan-friendly, il Dragone ha più volte provato a spostare il baricentro mondiale, arrivando a immaginare una detronizzazione del verdone, oggi ancora punto di riferimento dei mercati globali. Piani, almeno per il momento, falliti. Il piano di Euroclear è quello di consentire che le obbligazioni nazionali cinesi detenute dagli investitori a Hong Kong, attualmente circa 120 miliardi di dollari, possano in futuro essere utilizzate come garanzia per il regolamento delle transazioni internazionali.
La stessa Urbain ha aggiunto che la mossa potrebbe potenzialmente rendere disponibili titoli di Stato cinesi per un valore di 5.000 miliardi di euro, utilizzabili come garanzia per il regolamento delle transazioni gestite da Euroclear, contribuendo così ad aumentare la domanda internazionale di yuan e ad aprire il mercato obbligazionario cinese agli investitori occidentali. Curioso, tuttavia, che una finanziaria che custodisce asset di un Paese, la Russia, alleata almeno sulla carta di Pechino, ora apra la strada alla moneta cinese. In Occidente.