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La nave da guerra affondata e… colonizzata

  • Postato il 8 settembre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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La nave da guerra affondata e… colonizzata
Costruita nel 1909 e affondata nel 1941 da un siluro della flotta britannica, la nave da guerra Po giace da allora sul fondo del Mediterraneo al largo delle coste dell'Albania. Riscoperto solo nel 2005, e lasciato indisturbato vista l'impossibilità di "ripescarlo", il relitto della Po è ora di grande interesse soprattutto per i biologi marini: uno studio pubblicato su Frontiers in Ocean Sustainability spiega come la nave sia diventata una sorta di "barriera corallina artificiale", la cui superficie è coperta all'80% di forme di vita e che ospita diverse specie anche rare, tra cui la foca monaca.. In fondo al mar Prima un po' di storia: la Po non nasce come nave da guerra, e in realtà non nasce neanche come "Po"; costruita dall'Impero austroungarico, si chiamava in origine Wien, cioè Vienna. Requisita nel 1940 e ribattezzata Po, venne usata come nave ospedale – per meno di un anno: un siluro della Marina Militare inglese la affondò nella baia di Valona, in Albania. Nonostante la posizione del relitto sia nota da più di vent'anni, però, mancavano ancora studi quantitativi sulla fauna che ha preso residenza nella fu nave. . Il team che ha condotto lo studio, che comprendeva scienziati ed esperti di immersioni italiani e albanesi, ha finalmente colmato questo gap, con un'esplorazione approfondita e documentata con foto e video di quella che è ormai una barriera corallina artificiale. Il relitto di una nave è ideale per questa "trasformazione": è pieno di buchi e fessure che possono diventare tane per pesci e altri animali, e le sue superfici vengono presto colonizzate da alghe e altri organismi, a loro volta fonte di cibo per specie di ogni tipo.. Pesci scorpione e foche monache Tra i resti della Po, il gruppo di ricerca ha individuato per esempio sette diversi esemplari di Pterois miles, il pesce scorpione occidentale (o pesce leone orientale, se preferite): si tratta di pesci nativi dell'Oceano Indiano e del Mar Rosso, ma vengono avvistati sempre più spesso nel Mediterraneo – una delle tante conseguenze dell'aumento di temperatura delle acque del nostro mare. Oltre a loro, lo studio elenca altre 28 specie di pesci che vivono nei pressi del relitto, oltre a uova di calamari e di altre specie acquatiche.. L'incontro forse più eccezionale è stato quello, avvenuto nell'agosto del 2023, con una foca monaca, che aveva fatto la tana in una delle cavità del relitto. Come saprete è una specie rarissima, e di solito si rifugia nelle caverne della costa mediterranea; l'antropizzazione del Mediterraneo la sta costringendo sempre più spesso a cercare casa altrove, e persino il relitto di una nave da guerra può andare bene se significa stare lontani dagli umani..
Autore
Focus.it

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