La minestra baciccina, profumi antichi: quando la Liguria guardava agli orti
- Postato il 16 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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La cucina ligure, si sa, è cucina di campagna, spesso povera di prodotti, quasi di recupero: Proprio queste difficoltà, però, hanno creato le condizioni per sviluppare fantasie e, soprattutto, sapienza nel dosare le erbe aromatiche che riescono a dare sapore e profumo.
La minestra baciccina (o menestra a-a baciccina) è una tipica zuppa povera della tradizione ligure, in particolare di Ponente, Oneglia, Valle Arroscia e Valle Impero, nata per riutilizzare ciò che si aveva a disposizione in dispensa. È un piatto casereccio a base di patate, zucchine, pomodoro, cipolla, aglio, basilico e pastina da brodo. È una ricetta della tradizione contadina ligure di Ponente, ma con altri nomi e altri ingredienti (come sempre tutto cambia a seconda della stagione) è diffusa in tutta la regione. Certo, non ha la complessità di Sua Eccellenza il Minestrone, ma nemmeno la rude semplicità della “minestreina cun e ove” cantata dai Trilli.
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Il nome è considerato “giocoso” e legato a ricette di recupero, secondo la versione di Lucetto Ramella, indimenticabile storico onegliese a cui si deve la codificazione in un suo famoso (e ormai esaurito) ricettario dei piatti delle valli onegliesi. Le verdure di stagione, specialmente patate, zucchine, cipolla e pomodoro, vengono cotte insieme ad aglio e abbondante basilico, per poi aggiungere la pasta, comunemente i fidelini (spaghettini spezzati), ma anche la pastina che si utilizza nelle minestrine, risoni e stelline, soprattutto.
Le patate, bollendo, quasi si sciolgono, facendo diventare cremosa la minestra, trasformandola in una zuppa leggera, ma gustosa, facilmente digeribile, considerata un classico “comfort food”. Con l’aggiunta dell’immancabile “filo d’olio extravergine” e di una spolverata di parmigiano e, perchè no, di una generosa macinata di pepe, riesce a diventare una cena economica (che in Liguria non guasta mai) e saporita, capace di mettere d’accordo il palato di grandi e piccini. Per i più grandi si abbina ad un bicchiere di vino, niente di impegnativo, sia chiaro, ma un calice di Vermentino classico, magari del Golfo Dianese, ci sta bene.
“Liguria del Gusto” racconta i gusti, i sapori e le ricette della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni lunedì: clicca qui per leggere tutti gli articoli.