Ventisei miliardi di euro rappresentano il costo annuo della mancata formazione continua degli adulti in Italia, una cifra paragonabile a un’intera manovra di bilancio. Lo rileva il Rapporto Formazione e Lavoro 2026 dell’Osservatorio Proxima presentato a Roma e realizzato nell’ambito del gruppo Enzima12.
Il rapporto
L’intervallo stimato varia tra 11 e 33 miliardi, con 26 come scenario centrale, pari all’1,2% del Pil. Il calcolo deriva dal divario di partecipazione formativa rispetto alla media Ue, quasi undici punti percentuali e circa 3,6 milioni di adulti in meno ogni anno, tradotti in perdita di produttività secondo letteratura internazionale.
Il 2025 mostra un record occupazionale, ma oltre l’80% dei nuovi posti del 2024 riguarda over 50, destinati però a uscire dal mercato. Entro dieci anni potrebbero mancare 4,3 milioni di lavoratori, pari al 18,3% della forza lavoro, secondo dati Istat. La partecipazione adulta alla formazione, secondo Eurostat, è al 29% contro 39,5% Ue. “Il tasso di occupazione al massimo storico è in larga misura il risultato di lavoratori che restano più a lungo, non di nuovi ingressi. Quei lavoratori, nel prossimo decennio, usciranno in massa”, afferma Piercamillo Falasca. Il divario è più forte tra bassi titoli di studio e Mezzogiorno emerge dal rapporto analisi finale.