Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La leadership del centrosinistra? Conte la locomotiva e Schlein imbullonata nel fortino dei veleni

  • Postato il 8 agosto 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La leadership del centrosinistra? Conte la locomotiva e Schlein imbullonata nel fortino dei veleni

L’underdog non è solo quello che nessuno ha visto arrivare, ma è soprattutto – nel linguaggio della comunicazione politica – il candidato in svantaggio costretto a inseguire la lepre davanti. E i due giorni che hanno rotto l’inerzia stagnante del centrosinistra restituiscono un quadro oggettivamente diverso da quello delle settimane precedenti, laddove l’underdog sembra essere oggi un’Elly Schlein triste, solitaria y final. Il riferimento, ovviamente, è al Giuseppe Conte show di mercoledì e giovedì in Parlamento tra la questione del riarmo del Safe, l’impunità imbarazzante per le bistecche mafiose di Delmastro e infine la lunga maratona nella Commissione Covid dinnanzi al “plotone d’esecuzione” predisposto dai meloniani.

Il capo del M5S ha dimostrato non solo di essere “un animale politico”, come dicono entusiasti i suoi del Movimento, ma ha rinfrescato la sua postura da eventuale candidato premier del campo progressista o largo che sia. Non senza qualche suggestione populista di ritorno quando ha evocato la fatidica “casta” nel discorso a Montecitorio sul no della destra alle intercettazioni tra Delmastro e il prestanome dei Senese, Caroccia. Così la segretaria del Pd è stata costretta a inseguirlo, coi suoi tempi asiatici di reazione, come ha osservato crudelmente Paolo Mieli sul Corriere della Sera. Non solo. Il fuoco continuo della destra contro Conte (le campagne dei giornali organici sono varie) alla fine ha avuto un esito che riconosce all’ex premier il ruolo di lepre che detta il ritmo del centrosinistra. E cioè gli attacchi diretti della premier Giorgia Meloni. La stessa, cioè, che fino a pochi mesi fa voleva scegliersi l’avversario, anzi l’avversaria, evocando un confronto a due con Schlein.

La svolta da scattista di Conte è avvenuta con l’intervista di domenica 2 agosto a PiazzAsiago, condotta da Alessandro De Angelis, vicedirettore della Stampa. E’ lì che ha imposto una nuova velocità al centrosinistra coniugando la questione delle primarie alla guerra in Ucraina: “Sull’Ucraina scioglieremo il nodo alle primarie, chi vincerà detterà la linea”. Un modo per stanare con successo il Pd asiatico di Schlein in maniera dirompente e provocatoria. Del resto il pantano e lo stallo messicano successivi alla foto nella trattoria romana di Conte, Schlein e i gemelli diversi rossoverdi non erano più sostenibili. Anche perché avevano portato al fallimento dell’iniziativa unitaria di Napoli (un mese fa) e all’annullamento di quella di Padova.

La mossa tattica di Conte ha poi costretto i due Pd in campo, quello solitario di Schlein e dei suoi fedelissimi e quello del correntone della sua maggioranza (Franceschini, Speranza, Orlando e così via), ad affrontare lo spettro delle primarie, a meno di nove mesi dalle probabili elezioni politiche dell’aprile del 2027. Fino a quel momento, infatti, il quadro vedeva il correntone poco convinto dalle chanche di successo della segretaria e quindi all’affannata ricerca di un terzo nome (Ilaria Salis) da contrapporre a Meloni in campagna elettorale, magari senza passare per le primarie. E’ finita invece che Dario Franceschini è stato obbligato a smentire il sostegno a Salis e a fare un conseguente atto di fede nelle primarie.

Ma il vero rebus è proprio Schlein. Da più parti, nel Pd, la descrivono in questo modo: “Non comunica con nessuno se non coi suoi e non si fida più di nessuno”. In un’intervista, oltre alle primarie, ha vagheggiato ancora l’ipotesi che a Palazzo Chigi vada il leader del partito che ha preso più voti. Insomma, cerca di capire e trovare come fare un doppio slalom tra Conte e lo scetticismo della maggioranza interna che la sostiene. In tutto questo, il leader del M5S ha cominciato a correre senza aspettare gli alleati. Vedremo. Ché la strada è ancora lunga e piena di difficoltà: regole, candidati e data delle primarie (farle a febbraio sarebbe un suicidio) e il famigerato programma. Però, adesso, almeno l’inerzia da stallo del centrosinistra è stata rotta.

L'articolo La leadership del centrosinistra? Conte la locomotiva e Schlein imbullonata nel fortino dei veleni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti