Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La Juventus che abdica allo scudetto dopo 4 giornate è un insulto alla storia, c'è un'ombra su Spalletti e non è Conte

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La Juventus che abdica allo scudetto dopo 4 giornate è un insulto alla storia, c'è un'ombra su Spalletti e non è Conte

“L’ambizione della Juve è sempre quella di vincere. Bisogna iniziare a vincere perché è vincendo arrivano risultati via via più importanti sia in Italia che in Europa. Quest’anno sarà importante portare avanti tutti gli impegni che abbiamo, tenendo presente che il calcio è fatto di cicli e noi oggi siamo in una fase di costruzione, ma abbiamo anche la consapevolezza che tutti in Juventus sono determinati a portarla avanti con l’obiettivo di riportare questo club al vertice”. Parole senza musica di John Elkann dello scorso agosto. Prima che la stagione iniziasse perché da quel momento la Juventus è stata più stonata che mai. E dopo sole quattro giornate di campionato sembra ridimensionata rispetto alle ambizioni e costretta ad un altro anno da comprimaria in Italia.

La Juve dovrà sudare anche per entrare in Champions

Sembra un insulto alla tradizione e alla storia che dopo solo quattro giornate la Juve sia già rassegnata ad abdicare alla lotta scudetto ma così e se vi pare. Ovvero se non dovesse arrivare un’inversione di tendenza forte. Un destino che pare accomunarla al Napoli: in questo momento – e probabilmente fino alla fine della stagione – Inter, Roma e Como sono nettamente superiori ma anche Lazio e Milan sono davanti. Altro che scudetto, anche per arrivare in Champions servirà un’impresa.

L’Europa League il salvagente dei bianconeri

E’ stato più realista del re il ds Manna che in radio ha di fatto ammesso che l’Europa League può essere il salvagente della stagione: “Per me è una competizione importante e devo cercare di ottenere il massimo risultato. Per competere per lo Scudetto c’è ancora molto da lavorare, mentre l’Europa League che resta un impegno difficile con le sue trasferte, può essere un’opportunità e per noi deve diventarlo”. Un’ammissione di inferiorità in Italia testimoniata dai balbettii bianconeri in tutt’e quattro le partite disputate, figlia anche di una campagna acquisti alla cieca, dettata solo dalle opportunità a buon mercato che offriva la piazza più che indicata dalle lacune da colmare.

Il mercato sbagliato

Spalletti non ha avuto i giocatori che voleva e ha perso quelli su cui puntava, da Yildiz a Thuram e Locatelli. Si è ritrovato il fratello meno sveglio di Kolo Muani e una serie di esuberi da valorizzare e rianimare dopo essere stati esclusi. Eppure rischia di essere soprattutto lui a pagare. Succede sempre così, niente di nuovo. L’anno scorso ha fallito il quarto posto ma gli è stato riconosciuto l’alibi di essere entrato in corsa al posto di Tudor, stavolta non ha parafulmino o salvagente. La mano dell’ex ct si vede ancor meno rispetto alla passata stagione e sul suo futuro già si addensano le ombre.

Più Deschamps che Conte se va via Spalletti

Carnevali per ora esclude l’ipotesi (“Il mio spirito non è quello di cambiare frequentemente allenatori, non ci penso assolutamente. Qua dobbiamo programmare, se si cambia non si costruisce niente”) ma altri passi falsi difficilmente verrebbero perdonati. E si correrebbe ai ripari prima che sia tardi. Non c’è solo il fantasma di Conte ad aleggiare sulla panchina bianconera, tanto più che non ama per niente entrare a stagione iniziata e senza poter orientare il mercato, il vero “nemico” di Spalletti si chiama Didier Deschamps. Dopo un’eternità da ct della Francia (14 anni in cui ha vinto un Mondiale nel 2018 e una Nations League nel 2021, arrivando secondo ai Mondiali in Qatar nel 2022 e quarto ai Mondiali in Usa) l’ex centrocampista bianconero ha voglia di tornare ad allenare un club. E con la Juve ha un conto in sospeso visto che l’addio fu burrascoso (dimissioni a promozione in A raggunta nel 2007) per contrasti con la vecchia triade triade Blanc-Secco-Cobolli Gigli.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti