La Figc abbandona Infantino: non lo sosterrà alle elezioni Fifa. “Vogliamo promuovere un calcio fondato su merito e solidarietà”
- Postato il 26 agosto 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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La Figc prende posizione e ritira ufficialmente il proprio sostegno a Gianni Infantino, presidente della Fifa, in vista delle elezioni presidenziali di marzo 2027 dopo il caso del progetto – poi ritirato – di voler vendere una parte dei Mondiali a investitori privati. A renderlo noto è stato proprio il massimo organo calcistico nazionale sul proprio sito ufficiale: “La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza della FIFA in programma a marzo 2027. Questa scelta intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della FIGC, in piena condivisione con la UEFA e con il suo presidente Aleksander Čeferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della FIFA in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali”, si legge nella nota in questione.
“Continueremo a lavorare al fianco della UEFA e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi – dichiara il presidente della FIGC Giovanni Malagò -; ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti”, conclude la nota pubblicata sul sito ufficiale della Federazione italiana giuoco calcio. Solo qualche giorno fa il presidente Uefa Aleksander Čeferin aveva dichiarato che non sfiderà Infantino alle elezioni presidenziali del 2027. Da capire chi sarà il candidato della Uefa, che ormai da tempo ha abbandonato l’attuale numero uno della Fifa.
Si sgretola sempre di più la posizione di Gianni Infantino, che dopo la sua “pazza idea” di vendere il Mondiale agli investitori privati, è pian piano rimasto da solo. Al Mondiale sembrava il padrone del mondo del calcio, con accanto Donald Trump, ma a distanza di meno di due mesi lo scenario si è completamente ribaltato. E per lui è un problema a pochi mesi dalle elezioni presidenziali Fifa. Se fino a qualche mese fa la sua rielezione sembrava una formalità, oggi è decisamente in discussione.
Tutto è appunto nato a causa del progetto con cui Infantino voleva spalancare le porte dei Mondiali ai capitali privati. Il piano prevedeva la creazione della Fifa Forward Enterprise e la cessione del 23% a investitori privati della società incaricata della gestione di biglietti e diritti commerciali. Da subito le reazioni del mondo del calcio sono state fortissime, al punto che la Fifa ha fatto retromarcia: la Uefa si era spinta fino a minacciare il boicottaggio (che secondo il The Guardian ora verrà ritirato), mentre erano arrivate contestazioni anche da Concacaf e Afc. Il 6 agosto, dopo una riunione d’emergenza a Rabat, la stessa Fifa aveva ammesso gli errori commessi, salvo provare contemporaneamente a ricompattarsi attorno al suo presidente, ribadendone il sostegno. Intanto alla lista di federazioni che avevano già ritirato il sostegno (Scozia, Galles, Inghilterra e Repubblica D’Irlanda), si è aggiunta anche l’Italia.
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