La confessione della Pussy Riot: “Costretta dai servizi segreti russi a spiare i miei amici”
- Postato il 19 settembre 2026
- Esteri
- Di La Repubblica
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Un membro della Pussy Riot rivela in una dichiarazione esclusiva come gli agenti dell'Fsb russo abbiano esercitato pressioni e minacce per costringerla a collaborare come informatrice. La donna descrive un periodo caratterizzato da ricatti e intimidazioni rivolti anche ai familiari, costringendola a tradire la fiducia dei compagni attivisti. La testimonianza solleva importanti questioni sulla repressione della dissidenza e sui metodi coercitivi utilizzati dai servizi segreti di Mosca contro gli oppositori politici.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
La confessione della Pussy Riot: “Costretta dai servizi segreti russi a spiare i miei amici”
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