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La Collezione Torlonia svela altri venti marmi. Si amplia l’Antiquarium di Villa Albani a Roma

In sintesi

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La Collezione Torlonia svela altri venti marmi. Si amplia l’Antiquarium di Villa Albani a Roma

A Roma l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia si amplia e torna a raccontare la Collezione Torlonia con un nuovo capitolo dedicato ai marmi policromi. Dal 18 settembre, nelle Scuderie della villa, sarà infatti accessibile un nuovo spazio espositivo che ospita Marmora Romana, la mostra curata da Carlo Gasparri e dedicata alla varietà dei materiali lapidei utilizzati negli interni romani dall’antichità fino agli interventi di restauro successivi. L’esposizione aggiunge 20 sculture al percorso inaugurato nel 2024, 15 delle quali recentemente restaurate nei Laboratori Torlonia, portando a 44 il numero complessivo delle opere visibili, insieme alle colonne originali del Museo Torlonia.

I colori dei marmi Torlonia in mostra nel nuovo Antiquarium

Busti, elementi architettonici, capitelli, piedi di tavolo e sculture permettono di attraversare la complessità dei marmi policromi impiegati nella Roma antica, restituendo una dimensione spesso messa in secondo piano rispetto alle opere. Marmora Romana nasce inoltre nel segno di Raniero Gnoli (Roma, 1933–2025), studioso e collezionista di marmi antichi a cui la mostra è dedicata.
La selezione comprende opere provenienti dalla Collezione Torlonia, recentemente sottoposte a interventi di restauro nei Laboratori Torlonia (con il supporto di Fondazione Bvlgari), restituendo leggibilità alle sculture.

Dalla collezione al Museo Torlonia

Villa Albani Torlonia venne costruita a metà del Settecento per il cardinale Alessandro Albani, grande collezionista di antichità e figura centrale nella formazione di quel gusto neoclassico che contribuì a fare di Roma una destinazione privilegiata del Grand Tour. Il progetto architettonico fu affidato a Carlo Marchionni, in dialogo con Giambattista Piranesi, mentre il giardino e l’allestimento delle opere coinvolsero figure come Giambattista Nolli, Angelo Stringini e Johann Joachim Winckelmann, allora bibliotecario del cardinale. Dopo la morte di Albani, parte della collezione venne dispersa anche a seguito delle requisizioni napoleoniche. Parte delle opere venne restituita nel 1815 e, nel 1866, la villa passò alla famiglia Torlonia. È in questo contesto che prende forma la collezione, oggi considerata la più importante raccolta privata di scultura romana al mondo, contando oltre 600 marmi, tra sarcofagi, busti e sculture greco-romane raccolti nel corso dell’Ottocento. Successivamente, su volontà del principe Alessandro Torlonia, nacque nel 2014 la Fondazione con l’obiettivo di preservare e promuovere la Collezione e Villa Albani Torlonia, avviando un articolato programma di studio, restauro e valorizzazione. Nel 2024, in occasione dei dieci anni della Fondazione, l’apertura dell’Antiquarium nelle Scuderie aveva rappresentato un primo importante momento di apertura verso il pubblico, con una selezione di opere della collezione dopo anni di interventi conservativi.

Villa Albani Torlonia: un Antiquarium che cresce con la ricerca

Il nuovo spazio annesso all’Antiquarium permette di aumentare il numero delle opere accessibili e, soprattutto, di mostrare i risultati di un’attività che comprende catalogazione, studio e restauro della Collezione. Il passaggio dai laboratori alla sala espositiva diventa parte integrante del progetto della Fondazione. Non solo, con Marmora Romana l’Antiquarium porta l’attenzione su un aspetto particolare della cultura materiale dell’antichità, quello della scelta e dell’impiego delle pietre colorate, restituendo centralità a una componente fondamentale dell’estetica romana.

Parola a Carlotta Loverini Botta, direttrice di Fondazione Torlonia

Con la Fondazione Torlonia raccontiamo ogni giorno il movimento del classico attraverso le epoche: lo ritroviamo nei gesti scolpiti nel marmo delle sculture che studiamo, restauriamo ed esponiamo, nei riccioli che incorniciano il volto dal colore scuro dell’Alessandro Magno Giustiniani, esaltato dall’imponente busto in alabastro, parte delle 25 su 33 opere in mostra restaurate per la nuova mostra, perché possano arrivare alle generazioni future, ma da protagoniste del nostro tempo”, spiega ad Artribune Carlotta Loverini Botta, direttrice di Fondazione Torlonia. “Costruiamo questo percorso sulle collaborazioni con prestigiose istituzioni nazionali e internazionali ma anche attraverso le pubblicazioni, come la più recente dei Taccuini Torlonia, i podcast prodotti con Chora Medi e le molte attività istituzionali che promuoviamo grazie al sostegno di Chiomenti”.

Una mostra che rifletta la mission della Fondazione

Con ‘Marmora Romana’, l’esposizione curata da Carlo Gasparri, allestita negli spazi restaurati e raddoppiati dell’Antiquarium nelle scuderie di Villa Albani, continuiamo a tenere vivi tutti questi piani narrativi e a parlare con il pubblico di Roma della missione della Fondazione”, continua la direttrice. “Attraverso i Laboratori Torlonia abbiamo restaurato oltre 200 delle 620 opere della collezione, grazie al contributo della Fondazione Bvlgari e svelando la Collezione al mondo, ci siamo resi conto di come queste opere parlino a un pubblico eterogeneo, abitante di un mondo profondamente diverso da quello in cui furono create, eppure raggiunto dalla stessa immutata potenza. L’osservatore, allora come oggi, riconosce nelle opere un’umanità che non muta: legge le storie raccontate, ad esempio, dai rilievi di un sarcofago; scene di vita quotidiana che ancora ci appartengono e apprezza, nello stesso tempo, l’empatia che comunica una pietra a cui è stata impressa una forma e l’incredibile policromia del marmo”.

Marmora Romana

Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma


Dal 18 settembre 2026



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L’articolo "La Collezione Torlonia svela altri venti marmi. Si amplia l’Antiquarium di Villa Albani a Roma" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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