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La Chiesa e il nuovo scisma lefebvriano: e ora?

  • Postato il 1 luglio 2026
  • Di Focus.it
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La Chiesa e il nuovo scisma lefebvriano: e ora?
L'accorato appello all'unità lanciato da Papa Leone XIV non è bastato a fermare il braccio di ferro. A Écône, in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha conferito l'ordinazione episcopale a quattro sacerdoti senza il mandato pontificio, trasmettendo la cerimonia in diretta streaming. Un atto gravissimo di rottura ecclesiale che, secondo il canone 1387 del Codice di diritto canonico, comporta la scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica per il vescovo consacrante e per chi riceve la consacrazione. Con questo evento, la cronaca vaticana riporta alla ribalta una parola antica, densa di significati storici. Ma per comprendere a fondo le radici di questo evento, dobbiamo fare un passo indietro e chiederci: che cos'è uno scisma e perché avviene?. Al di là delle formule del diritto canonico, queste spaccature nascondono precisi meccanismi psicologici e sociologici che regolano da sempre le comunità umane. Anatomia di una "lacerazione" Come abbiamo spiegato nell'approfondimento sul significato del termine scisma, la parola deriva dal greco schísma, che indica una "fessura" o una "lacerazione". C'è però una differenza fondamentale: lo scisma non è un'eresia. Chi compie un'eresia nega una specifica verità di fede; chi compie uno scisma, invece, non necessariamente nega una verità di fede specifica, ma rifiuta l'autorità del leader e la sottomissione al governo centrale.. Nel caso del movimento lefebvriano lo strappo ripercorre i binari di quello già avvenuto nel 1988 con il fondatore Marcel Lefebvre: i tradizionalisti non riconoscono la legittimità di alcune riforme del Concilio Vaticano II, decidendo di agire in totale autonomia gerarchica pur dichiarando di voler "salvare la fede". Il "narcisismo delle piccole differenze" Gli psicologi sociali studiano gli scismi come casi limite delle dinamiche di gruppo. Fu Sigmund Freud a coniare una formula illuminante per descrivere questa tendenza: il "narcisismo delle piccole differenze".. Secondo questa teoria le comunità che condividono quasi tutto — radici, valori, testi di riferimento — non si dividono per macro-elementi. Tendono invece a focalizzarsi in modo ossessivo su dettagli minimi e apparentemente secondari (come la lingua della liturgia o un dettaglio del rituale), trasformandoli in barriere insormontabili. Più due fazioni sono vicine a livello identitario, più l'insorgere di una divergenza viene vissuto come un tradimento della purezza originaria, innescando una polarizzazione radicale che rende impossibile la mediazione. Il punto di non ritorno sociologico Nelle scienze sociali, uno scisma si consuma quando viene meno il "contratto di legittimità". Un'istituzione regge finché tutti i suoi membri riconoscono le stesse regole del gioco. Quando una sottofazione smette di ritenere legittima l'autorità del vertice, la convivenza cessa di essere possibile. Nelle istituzioni tradizionali il processo segue dinamiche biologiche: il gruppo scismatico si stacca convinto di essere l'unico vero custode dell'ortodossia; di contro, il corpo centrale attiva un meccanismo di difesa — la scomunica — volto a escludere la minoranza per proteggere la compattezza della maggioranza rimasta fedele. Oggi, nell'era digitale, dinamiche analoghe possono essere osservate anche all'interno delle echo chamber dei social network. Quando un partito politico o una comunità online si divide, possono emergere schemi comparabili: accuse di aver svenduto i valori originari, forme simboliche di esclusione tramite banning o cancel culture e la fondazione di una nuova fazione scissa. Lo scisma lefebvriano ci ricorda che, cambiate le epoche, gli esseri umani tendono spesso a seguire codici sociali ricorrenti quando si tratta di dividersi..
Autore
Focus.it

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