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La casa d’aste austriaca Dorotheum chiude il suo miglior primo semestre di sempre (da Artemisia Gentileschi a Carla Accardi)

  • Postato il 15 luglio 2026
  • Mercato
  • Di Artribune
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In sintesi

Dorotheum rafforza la sua leadership nel mercato europeo dell'arte con risultati straordinari nel primo semestre 2026. La casa d'aste viennese registra performance record grazie a una strategia diversificata che abbraccia artisti storici come Artemisia Gentileschi e moderne come Carla Accardi. La crescita trasversale nei comparti collezionistici consolida la posizione della società austriaca come protagonista principale nel settore delle aste internazionali.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

La casa d’aste austriaca Dorotheum chiude il suo miglior primo semestre di sempre (da Artemisia Gentileschi a Carla Accardi)

La casa d’aste austriaca Dorotheum ha registrato la migliore stagione primaverile di incanti nella sua storia. Se non sono state rilasciate cifre di dettaglio sulla conclusione del primo semestre 2026, di certo abbiamo seguito con interesse anche qui in Italia alcuni ottimi risultati e qualche record di particolare risonanza per l’arte antica, moderna e contemporanea. Dalla vendita di un importante ed enigmatico dipinto di Artemisia Gentileschi, venduto lo scorso aprile ben oltre le previsioni a 837.500 euro, alla migliore aggiudicazione per un’opera di Carla Accardi, a quota 520.000 euro.

La leadership in Europa centrale è da tempo solida ed è andata dunque confermandosi in questa prima parte dell’anno. E il sentiment del mercato in queste ultime battute lascia ben sperare anche per i mesi a venire. Abbiamo raggiunto Alessandro Rizzi, l’esperto in forze al Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Dorotheum a Milano per fare un punto prima della pausa estiva.

Artemisia Gentileschi, Maria Maddalena. Courtesy Dorotheum

L’intervista ad Alessandro Rizzi, esperto di Dorotheum a Milano

Si conclude dunque nel migliore dei modi questo primo semestre 2026? Già il 2025 vi aveva visto chiudere il periodo con oltre 100 milioni di euro, in crescita rispetto al 2024. Che sapore hanno questi risultati?
È un traguardo che ci rende particolarmente soddisfatti e, soprattutto, orgogliosi. Non si tratta di un exploit isolato, bensì è la conferma di un percorso di crescita costruito con continuità nel corso degli anni.

Cosa alimenta questo percorso?
Alla base di questo successo vi sono tre elementi fondamentali: la fiducia che i clienti continuano ad accordarci, il meticoloso lavoro di selezione svolto dai nostri esperti e un mercato internazionale che continua a dimostrarsi dinamico e ricettivo verso opere di alta qualità.

I top lot di Dorotheum in asta

Tra i migliori risultati delle aste tra gennaio e giugno 2026, spiccano l’aggiudicazione per Artemisia, il nuovo record di Carla Accardi, e le performance soddisfacenti per Martha Jungwirth e Miriam Cahn, oltre che per Claude Monet ed Egon Schiele e per Marino Marini. Cos’è che fa davvero decollare un’opera in asta oggi? Contano ancora i pilastri classici – rarità, qualità, provenienza – o sono emersi nuovi fattori decisivi?
Non esiste una formula unica. Il successo di un’opera è il risultato di un equilibrio tra qualità, rarità, stato di conservazione, provenienza e rilevanza storico-artistica. Oggi però il collezionista è molto più consapevole, informato e selettivo rispetto al passato: cerca l’opera che rappresenta un momento di svolta nella carriera di un artista, qualcosa che si distingua dal resto della sua produzione.

Come si traduce quest’attitudine nel concreto?
Nel dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, ad esempio, notiamo una caccia aperta a opere di livello museale e in condizioni impeccabili. È questa tendenza che, negli ultimi tre anni, ci ha permesso di inanellare una serie di record mondiali importanti: da Paul Jenkins e Mario Ceroli a Piero Gilardi, Toti Scialoja, Giò Pomodoro e, proprio di recente, Carla Accardi.

Egon Schiele, Ragazza seduta con cappello rosso, 1910. Courtesy Dorotheum

Il digitale, le aste online, le nuove generazioni di collezionisti secondo Dorotheum

Quali sono, invece, gli aspetti nuovi o innovativi che hanno inciso sul buon andamento del semestre? E quanto hanno contato digitale e aste online?
Il digitale e le aste online ormai non sono più una novità o un esperimento, ma una colonna portante del nostro lavoro. Certo, a volte serve un pizzico di diplomazia in più per accompagnare i collezionisti di lungo corso che hanno meno confidenza con la tecnologia, ma anno dopo anno vediamo che tutti si stanno adattando con grande naturalezza.

La svolta digitale non può che essere dunque positiva dal vostro osservatorio?
I vantaggi superano di gran lunga qualsiasi nostalgia per il passato. Il digitale azzera le distanze: basti pensare che solo nell’ultima asta di Arte Moderna e Contemporanea abbiamo registrato rilanci da oltre 45 Paesi.

Un’espansione del pubblico e dei clienti che vale in termini geografici quanto anagrafici?
Significa aprire le porte a una platea globale e, inevitabilmente, intercettare anche una nuova generazione di appassionati.

Cosa dobbiamo aspettarci dall’autunno? C’è qualche anticipazione o highlight che puoi svelarci?
È ancora presto per scoprire del tutto le carte, visto che la raccolta per le sessioni autunnali è iniziata da poco. Però posso dirti che sul mercato italiano respiriamo un cauto ma tangibile ottimismo. I collezionisti hanno voglia di muoversi, nonostante il quadro internazionale resti complesso a causa delle tensioni geopolitiche. Se questo clima terrà, ci aspetta una stagione decisamente solida.

Qualche top lot in anticipazione?
Non posso ancora fare nomi per i top lot, ma siamo già al lavoro su alcuni affidamenti davvero eccezionali che non vediamo l’ora di presentare nei prossimi mesi.

Cristina Masturzo

L’articolo "La casa d’aste austriaca Dorotheum chiude il suo miglior primo semestre di sempre (da Artemisia Gentileschi a Carla Accardi)" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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