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La caccia all’orsacchiotto al parco si trasforma in incubo: bambini e famiglie trovano una valigia con un cadavere dentro. Arrestati due uomini con l’accusa di omicidio

  • Postato il 12 luglio 2026
  • World News
  • Di Il Fatto Quotidiano
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La caccia all’orsacchiotto al parco si trasforma in incubo: bambini e famiglie trovano una valigia con un cadavere dentro. Arrestati due uomini con l’accusa di omicidio

Caccia all’orsacchiotto da brividi per decine di famiglie e bambini al Borstal Recreation Ground di Rochester, nel Kent, in Inghilterra. Tra i cespugli del parco, al posto di un peluche nascosto da qualche vicino di casa, alcuni residenti hanno trovato una valigia. Dentro, un cadavere.

La caccia all’orsacchiotto è un’usanza nata nel Regno Unito (e diffusa poi anche negli Stati Uniti) durante i primi lockdown del 2020: le famiglie mettevano un orsacchiotto di peluche alla finestra di casa, così che i bambini, durante le passeggiate consentite, potessero “cacciarli” con lo sguardo, contarli, divertirsi in sicurezza mentre tutto il resto era fermo. L’idea, ispirata al celebre libro per l’infanzia “We’re Going on a Bear Hunt”, è sopravvissuta alla pandemia ed è diventata negli anni un evento ricorrente, spesso organizzato come raccolta fondi benefica per scuole materne, asili o associazioni locali. Quello di Rochester, secondo quanto riferito a KentOnline, era proprio uno di questi: un evento benefico organizzato per un asilo nido della zona.

Tutto è iniziato venerdì scorso 10 luglio, quando una residente che stava accompagnando nipote e nipotino alla caccia all’orsacchiotto ha notato qualcosa di strano vicino a un’area del parco. Il suo racconto restituisce bene l’orrore del momento: “Ho visto i bagagli prima ancora che arrivasse la polizia. Ero con mia nipote e mio nipote, quindi ero impegnata a tenerli lontani da quella scena“, ha raccontato, spiegando di aver notato una grande valigia coperta da centinaia di mosche, il cui ronzio aveva sentito ancora prima di vedere l’oggetto. Accanto alla valigia, ha aggiunto, c’era anche uno slittino da neve.

Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti, che hanno transennato l’area: il cordone di sicurezza attorno al Borstal Recreation Ground è rimasto attivo anche nei giorni successivi, mentre gli investigatori hanno continuato a passare al setaccio il parco.

Il filo dell’indagine, però, non parte da Rochester. Tutto ha origine il giorno prima il giovedì sera, poco prima delle 23, quando la polizia metropolitana di Londra (Met Police) riceve una segnalazione relativa a un possibile omicidio in un’abitazione nella zona sud-ovest di Londra, tra Wandsworth e Wimbledon. Gli agenti, giunti sul posto, non trovano nessuno in casa: dopo una perquisizione, però, si convincono che qualcuno, in quell’appartamento, abbia subito violenza. Da lì scatta l’indagine, che il giorno successivo porterà alla scoperta del corpo a circa 50 chilometri di distanza, nel parco di Rochester.

Due uomini di 27 e 32 anni si sono presentati spontaneamente alla stazione di polizia di Medway, a Gillingham, dove sono stati arrestati con l’accusa di omicidio. Al momento restano in custodia. Secondo quanto dichiarato dalla polizia, la vittima e i due arrestati si conoscevano. Un terzo uomo è stato fermato con l’accusa di aver favoreggiato il reato, ma è stato in seguito rilasciato su cauzione.

Il detective ispettore Ben Dalloway, a capo delle indagini, ha dichiarato che i pensieri degli inquirenti vanno “alla famiglia della vittima, comprensibilmente devastata dal lutto“. L’identificazione formale del corpo non è ancora avvenuta, ma gli investigatori ritengono di conoscere già l’identità della vittima e hanno contattato i parenti più stretti.

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