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La “Bolkestein” agita mercati e fiere savonesi: ambulanti in sofferenza contestano le linee guida del bando per gli spazi

  • Postato il 18 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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La “Bolkestein” agita mercati e fiere savonesi: ambulanti in sofferenza contestano le linee guida del bando per gli spazi
Generico aprile 2026

Savona. Non solo i balneari, la “Direttiva Bolkestein” turba anche il panorama del commercio ambulante e lo stato di agitazione delle associazioni di categoria è alle stelle. A fine aprile i rappresentanti savonesi della Fiva e le associazioni di categoria saranno a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per contestare le linee guida del bando di cui si parla da tempo.

Se in provincia ci sono piazze mercatali che necessitano di una riorganizzazione (specie in Valbormida, Carcare e Millesimo in primis, dove i posteggi vacanti sono sempre più numerosi), a Savona di recente l’Amministrazione comunale ha razionalizzato le aree espositive, e anche in altre cittadine rivierasche il timore è quello di dover andare a gara e di dover così vedere cancellate le garanzie ottenute dalle concessioni su cui finora la maggioranza degli operatori ha potuto contare, e che, se tutto rimanesse come è adesso, sarebbero in regola fino al 2032.

“In generale, dopo la pandemia, i consumi sono calati ma i mercati, seppur in sofferenza, continuano ad avere un’attrattiva e una clientela che predilige la grande distribuzione a cielo aperto – commenta il segretario di Fiva Confcommercio Savona, Umberto TorcelloDal 2006 siamo in balìa della direttiva Bolkestein, una spada di Damocle che blocca lo sviluppo di questa fetta importante di commercio. Ciò che contestiamo sono innanzitutto le linee guida del famigerato bando, scritte da chi non ha idea di come funzionino i mercati. Inoltre, poichè il commercio è materia regionale, ci chiediamo quanto sia anticostituzionale che a regolare la materia sia il Ministero”.

Cosa sta cambiando?

La giustizia amministrativa, fino al Consiglio di Stato, ha emesso un verdetto inappellabile: le proroghe generalizzate sono illegittime. Per migliaia di imprese familiari italiane non si tratta più di attendere un rinnovo, ma di prepararsi a vincere una gara.

I requisiti?

Non saranno ammessi sconti: regolarità contributiva (DURC) impeccabile, e pagamento totale dei canoni arretrati. Chi non sarà in regola, rischia di restare fuori dai giochi ancora prima di iniziare anche se ha anni di anzianità che, ad oggi, rappresenta un requisito indiscutibile.

La direttiva Bolkestein è una norma europea che impone una serie di regole a favore della concorrenza nel settore dei servizi. In Italia, dove la direttiva è stata recepita con il decreto legislativo n.59 del 2010, da anni se ne parla soprattutto in relazione a concessioni balneari e ambulanti. Nonostante il recepimento però, i diversi governi che si sono succeduti hanno tentato di aggirare la direttiva, ricorrendo a continue proroghe della scadenze per le concessioni.

Tuttavia, la mancata applicazione della Bolkestein ha procurato all’Italia l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. Al momento, il governo Meloni starebbe lavorando a un provvedimento per definire le modalità di assegnazione e per prorogare, ancora una volta, le attuali autorizzazioni.

Le Regioni, sostenute dalle associazioni rappresentative degli ambulanti, chiedono che nelle linee guida sia riconosciuto un ruolo più rilevante rispetto a quello previsto, richiamando la potestà legislativa regionale in materia di commercio, nel bilanciamento con la competenza statale sulla tutela della concorrenza. Senza un riconoscimento più chiaro del ruolo regionale, viene segnalato il rischio che i Comuni procedano “in ordine sparso” nelle future gare, con regole eterogenee e conseguente confusione e disallineamento. Nel confronto è emersa anche una situazione a macchia di leopardo: in alcuni Comuni le concessioni scadute risultano già rinnovate, mentre in altri le amministrazioni sono ferme, con incertezza per gli operatori che, nei casi migliori, proseguono sulla base di proroghe comunali temporanee.

Tutto questo senza tenere conto che, secondo un’indagine di Confesercenti, nei mercati il 20–30% dei posteggi istituiti è vuoto: un dato che, nella lettura dell’associazione, indica disponibilità per nuovi entranti e rende meno stringente l’esigenza di gare tali da mettere a rischio il rinnovo delle concessioni agli operatori “storici”.

I mercati nel savonese

Nel savonese sono una trentina i mercati settimanali che si svolgono di consueto dal lunedì al sabato. Nel dettaglio, oltre all’indicazione giornaliera, anche il numero approssimativo di posti, comprensivi di “titolari” e spuntisti (ovvero operatori senza concessione che possono occupare temporaneamente gli spazi liberi).

Lunedì:
Savona (275)  Andora (98) , Ceriale (107)

Martedì:
Albissola Marina (50),  Borghetto S. Spirito (145),  Borgio Verezzi (34) Cengio (22), Calizzano (24), Spotorno (67), Mallare (15)

Mercoledì:
Albisola Superiore (60), Albenga (202), Carcare (40), Dego (10), Varigotti (stagionale da giugno a settembre-17 banchi), Sassello (20), Vado Ligure (84).

Giovedì:
Cairo Montenotte (110), Finale Marina (240),  Noli (30)

Venerdì:
Altare(25),  Celle Ligure (52), Laigueglia (90),  Loano (195), Quiliano (13)

Sabato:
Alassio (140),  Millesimo (45), Pietra Ligure (102),  Varazze (164).

 

Autore
Il Vostro Giornale

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